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Struttura del Blocco Operatorio

1. Blocco Operatorio: Definizione

Il Blocco Operatorio è uno dei tanti servizi offerti e presenti in un ospedale, il suo funzionamento è solo una parte del percorso assistenziale al paziente chirurgico. Il Blocco Operatorio permette di offrire un supporto globale al paziente da parte di una equipe interdisciplinare (anestesisti, chirurghi, radiologi, gastroenterologi, pneumologi, infermieri, personale di supporto). È uno spazio chiuso che deve essere completamente indipendente dal resto della struttura ospedaliera, spesso isolato con opportune barriere di protezione dalle strutture esterne.

2. Struttura e progetto del Blocco

Senza che ci sia una regola universale, si preferisce ubicare il BO in siti di facile accesso, che abbiano un collegamento diretto con le altre aree critiche e con i servizi ausiliari, per poter disporre degli strumenti in modo immediato. allo stesso modo si preferisce che sia disposto in una area terminale in modo che non ci sia transito di persone ed equipaggiamenti alieni alle funzioni del BO stesso. Allo stesso modo deve essere provvisto di sistemi di evacuazione per i casi di emergenza ed incendio.
Esiste un po' di controversia sulla collocazione delle SO per quanto riguarda il livello. Alcuni preferiscono i piani bassi o semi-interrati, altri preferiscono collocare il BO in alto sostenendo che vi è un miglior controllo microbiologico e delle polveri.

2.1 Progettazione

Progettare un Blocco Operatorio è un problema molto grosso in quanto si tratta di una installazione che richiede una impiantistica molto complessa, dove circola personale sano e malati, equipaggiamenti, ecc. Al contempo si deve ottenere il massimo impedimento alla contaminazione delle ferite chirurgiche e la trasmissione di microorganismi, assicurando il massimo isolamento microbiologico possibile. Nel blocco ci sono le sale operatorie propriamente dette ed i suoi servizi ausiliari. Non esiste un progetto universale in quanto ogni struttura adatta il Blocco Operatorio alle esigenze sue specifiche.

2.2 Sale operatorie per il paziente ambulatoriale

Il numero e il tipo di SI dipende dalla natura della specialità e dalla popolazione che afferisce a quella sala. In una proporzione crescente di interventi chirurgici, il BO e le sue installazioni devono orientarsi anche verso quel tipo di malati che non richiede una intensiva sorveglianza e che una volta effettuato l'intervento chirurgico se ne torna a casa. Questo tipo di installazioni si progetta in modo che il paziente permanga per poco tempo in esso e si chiamano "aree di chirurgia ambulatoriale". Hanno la particolarità di avere un'area di ricevimento, uno spogliatoio, una sala di preparazione, una sala d'attesa per i parenti situata fuori dalla installazione del BO. Sono spesso provvisti di percorsi che facilitano l'uscita dei pazienti all'esterno. Un buon esempio di queste installazioni è la SO per interventi di oculistica.

2.3 Sale operatorie per pazienti ricoverati

Si tratta delle SO dove vengono effettuati interventi su pazienti che devono rimanere ricoverati per almeno un giorno e che quindi necessitano del supporto del personale infermieristico e di supporto. Alcuni di questi pazienti sono incapaci di camminare o di adempiere alle funzioni fisiologiche più elementari; altri pazienti non sono in gradio di respirare spontaneamente per diverse ore dopo l'intervento o per qualche giorno, richiedendo una attenzione specialistica e una stretta sorveglianza. Per queste ragioni le sale sono costruite in modo assai più complesso, in modo da soddisfare tutte le necessità del paziente in stato critico. I grandi ospedali hanno un numero di SO di questo genere, in base alla complessità degli interventi, al numero delle specialità presenti ed al bacino di popolazione coperto dalla struttura sanitaria.

2.4 Aree di contenzione o restrizione

Con la finalità del controllo batteriologico, ci sono aree del BO che hanno la finalità di fungere da barriera all'accesso di fonti di contaminazione alle SO propriamente dette. Sono provviste di porte che vanno assolutamente tenute chiuse.

2.5 Zona nera

È l'area che funziona da frontiera tra il resto dell'ospedale e il BO. È una zona di protezione e di accesso in cui si controllano le condizioni in cui entrano i pazienti. In questa zona il personale si cambia d'abito e si lava. In questa zona sono installti i magazzini, i bagni per il personale, i sanitari e gli accessi ai servizi ausiliari. IOn questa zona arriva il materiale di rimpiazzo e utile alle attività di SO. Per questo vi sono due accessi, uno per il movimento di materiale e pazienti ed uno per accedere alla seguente aree ristretta.

2.6 Zona grigia

La seconda zona si chiama zona pulita o zona grigia. Si caratterizza per avere una ampia zoan di circolazione in modo da poter movimentare strumenti, pazienti e personale vestito in modo regolamentare. Nell'area grigia e accanto all'ingresso alle SO vere e proprie ci sono le installazioni per il lavaggio chirurgico. In un altra zona della stessa area è presente l'area dove vengono raccolti gli strumenti chirurgici usati e sporchi.
In generale la zona grigia non ha particolari installazioni se non per specifiche specialità chirurgiche. Possono essere presenti delle finestre o delle porte che accedono alla SO e dalle quali possono uscire/entrare materiali e strumenti. Alcune zone grigie sono provviste di porte separate per l'ingresso del paziente alla sala e per l'uscita verso l'area di risveglio.

2.7 Accesso del personale

Dagli spogliatoi dell'area nera si passa all'area grigia attraverso una porta che ha la funzione di ricordare alle persone che entrano di vestirsi adeguatamente, di mettere dei copri-scarpe, di indossare il pigiama chirurgico e di indossare mascherina e cappello.

2.8 Passa-malati

I pazienti provengono dai reparti generalmente trasportati con il letto o con una carrozzina. Le ruote di questi mezzi sono sporche ed è bene evitare di entrare in sala con quelle. Si procede quindi a trasportare il paziente sul letto chirurgico attraverso uno strumento che ne gestisce la movimentazione. Per i pazienti che possono camminare, la traslazione può avvenire in modo del tutto autonomo. Con lo stesso strumento si sposteranno i pazienti dal tavolo chirurgico al loro letto o carrozzina, mantenendo una certa separazione tra aerea nera e grigia.

2.9 Filtri materiale e personale

Sono ingressi a doppia porta che permettono al materiale ed al personale di entrare e uscire dalle aree ristrette. L'obiettivo è quello di limitare il flusso incontrollato di aria da aree contaminate verso la sala operatoria vera e propria.

2.10 Zona bianca

La sala operatoria propriamente detta si trova nell'area sterile o zona bianca.

2.11 Caratteristiche della Sala Operatoria

Si sono ideati molti tipi di pianta fisica delle sale operatorie e pare che la forma quadrangolate sia la più comoda, versatile, meno costosa e adatta al concetto di costruzione modulare.
Circa le loro dimensioni ci sono delle controversie, però si è convenuto che un'area di 38 metri quadrati sia sufficiente per la maggior parte degli interventi, ad eccezione che per alcune sale specialistiche in cui si usano degli apparecchi esterni che richiedono un aumento dello spazio disponibile. A questo proposito si afferma che una sala di 60 metri quadrati sia sufficiente.
Pareti e pavimenti devono essere lisci, come il resto di tutte le superfici presenti; si devono costruire con materiale duro, non poroso, resistente al fuoco, impermeabile, resistente alle abrasioni ed alla pressione e di facile pulizia. È ampiamente sconsigliato appendere alle pareti dei ripiani per poter guadagnare spazio, in quanto possono essere dei raccoglitori di polvere ed altre sostanze inquinanti.
È preferibile che le sale siano tinteggiate di colore chiaro, opaco, per evitare l'affaticamento visivo; se possibile sarebbero utili sostanze ad assorbimento sonoro. È accettabile una altezza della sala di circa 3.3 metri, per dar modo di alloggiare le complicate lampade scialitiche ed altri equipaggiamenti elettromedicali. Non devono esserci finestre, ne protuberanze che possano far accumulare polvere.
Nelle sale destinate anche a procedure radiologiche o con emissione di radiazioni, è necessario che le pareti siano opportunamente schermate con piombo.

2.11.1 Piani

I piani devono essere resistenti all'acqua, lisci e poco conduttivi elettricamente per limitare l'accumulo di carica elettrostatica su mobili e persone.

2.11.2 Porte

Le porte sono generalmente lisce, di tipo va e vieni affinché possano aprirsi in entrambe le direzioni ed essere pulite. Si è notato che apertura e chiusura di porta va e vieni creano molta turbolenza e quindi maggior movimento di particelle potenzialmente inquinanti. Per questa ragione alcuni progettisti preferiscono impiegare porta a scorrimento, sebbene possano apparire più costose e di più difficile installazione.
Altri studi hanno dimostrato che le porte debbono essere mantenute chiuse e aperte solo in caso di reale necessità, per mantenere il microclima più controllato e adeguato. Alcuni studi e progetti indicano che le sale possano rimanere senza porta e che sia sufficiente un muro d'aria purificata verticale od orizzontale che mantenga le differenze pressorie e termiche tra interno ed esterno della sala.

2.11.3 Aria

Gli studi sulla presenza di germi nell'aria delle sale operatorie sono numerosi e molto vecchi. Le particelle in sospensione nell'aria, che sarebbero veicoli di germi, sono tema di molti studi su cui si è speculato molto fin dall'inizio delle attività chirurgiche asettiche. Si è dimostrato che i microrganismi si depositano per gravità su piani e passano all'aria con il movimento del personale, della mobilia e con la turbolenza generata dall'aprire e chiudere la porta d'ingresso.
Allo stesso tempo si sa che i germi più frequentemente riscontrati sono lo stafilococco, lo Pseudomonas ed altri gramnegativi. Con l'obiettivo di evitare questa trasmissione si procede a pulire più volte i piani presenti nelle SO; si eliminano tutte le possibili fonti di polvere e se ne impedisce l'accumulo.
I sistemi di aerazione possono essere verticali od orizzontali e molte discussioni vengono aperte su quali siano i punti migliori per l'ingresso dell'aria. In ogni caso si tratta di impianti che devono ricevere una manutenzione costante ed efficace poiché, con il passare del tempo possono divenire fonti di contaminazione e inquinamento. È stato riscontrato che anche in caso di non funzionamento di questi ricambi di aria, il numero di infezioni chirurgiche non tende ad aumentare.

2.11.4 Temperatura e umidità

I sistemi di ricambio di aria sono generalmente adattati per far si che la temperatura della sala sia intorno ai 20° e che l'umidità sia non meno del 50%. La climatizzazione deve essere costante, ma modificabile e deve potersi adattare a particolari esigenze chirurgiche.

2.11.5 Illuminazione

Le sale moderne sono provviste tutte di illuminazione artificiale sia ambientale generale che del campo chirurgico. Quelle ambientali possono essere provviste di meccanismi che ne regolino l'intensità. Possibilmente sarebbe importante integrare delle lampade blue che illuminino l'ambiente durante gli interventi endoscopici, in modo da non disturbare l'intervento stesso.
La lampada chirurgica o scialitica deve poter applicare una luce vivida senza ombre e sarebbe importante poter modificare intensità e colorazione della medesima, in modo da magnificare delle strutture anatomiche rispetto ad altre.
Le lampade scialitiche sono dotate di manopole sterili amovibili che consentono all'equipe sterile di aggiustarla sul campo in modo del tutto autonomo.

2.11.6 Sicurezza elettrica

Le installazioni sono progettate per evitare incidenti e pericolo potenziale per pazienti ed operatori, nonché per avere personale che possa presto riparare un guasto. L'area chirurgica è dotata di installazioni di corrente elettrica domestica od a basso voltaggio, ma anche di corrente trifasica utile per il funzionamento di apparecchi elettromedicali di vario genere. Le installazioni originali e le modifiche devono essere fatte da personale qualificato che applichi tutte le procedure di sicurezza ed impieghi tutti i materiali necessari ed a norma, per evitare qualsivoglia tipologia di incidente o pericolo.

2.11.7 Gas medicali

Le sale operatorie e dei servizi ausiliari sono connesse a fonti centralizzate di gas che vengono in essi impiegati e che si chiamano gas medicali. Le prese per la connessione al circuito centralizzato possono essere a parete od a pensile. Ogni tipo di gas ha un attacco specifico che non può essere scambiato con altri e per ogni presa ci deve sempre essere chiaramente indicato il nome del gas medical.
Generalmente sono presenti le prese per ossigeno, aria compressa e vuoto.

2.11.8 Intercomunicazione e automazione

I sistemi di intercomunicazione sono utili per evitare un continuo movimento degli operatori che debbano collegarsi coi servizi periferici od altre sale del BO.
Per quanto riguarda la presenza di telecamere per impiego clinico e formativo, queste sono per lo più incluse in una delle lampade scialitiche e sono collegate ad apparati di registrazione ed elaborazione.
Altro sistema di intercomunicazione è la informatizzazione che consente di accedere a dati e servizi direttamente dal computer inserito nella zona grigia antistante la sala. Ciò permette di ottenere dati, visualizzare esami radiologici, elaborare dati, consultare delle consulenze ed altro.
L'inserimento della chirurgia robotica ha espanso illimitatamente l'informatizzazione e l'uso della telechirurgia.

2.11.9 Mobilia

In tutte le sale operatorie è presente il tavolo chirurgico dove viene adagiato il paziente da operare. È di costruzione metallica con diverse parti di protezione in materiali sintetici morbidi. Sono per lo più scomposti in sezioni distinte che possono essere mobilizzate singolarmente per consentire il raggiungimento delle posizioni adeguate all'intervento in programma.
La sua movimentazione avviene per lo più con motori elettrici comandati con telecomando, o da pannelli esterni od inclusi nel tavolo stesso. Il tavolo chirurgico si mobilizza con l'uso di ruote incluse nella colonna stessa o in carrelli di carico. Sono ruote che devono essere dotate di freno. Per lo più il piano operatorio è radiotrasparente per consentire radioscopie intraoperatorie.
In SO sono presenti i tavoli portastrumenti di varie grandezze. Il tavolino di Mayo è un tavolino con una sola colonna decentrata. Può essere posto ad altezze diverse ed ha forma rettangolare. Si impiega per allestire gli strumenti chirurgici e deve poi essere avvicinato al campo chirurgico.
Per le altre componenti mobili di SO, si rimanda il lettore a questa pagina.

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