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Strumentista di Sala Operatoria

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Smartphone

Io ho 51 anni e posseggo uno smartphone come molti di voi. Quando ho cominciato a fare questo mestiere c'era solo la telefonia fissa, ma soprattutto si stava in Sala Operatoria solo se si mostrava interesse per ciò che si faceva in essa, se mostravi voglia di imparare e se avevi una spiccata capacità di concentrazione. Dovevi, in sintesi, mostrare dedizione al lavoro. Una dedizione vera, che gli anziani di quel posto sapevano valutare bene.

Le cose sono drasticamente e, a mio modo di vedere, tristemente cambiate.
La telefonia fissa è in larghissima parte abbandonata, gli smartphone imperversano e la dedizione al lavoro è una dote ormai considerata dispersa e antica. Lo dico spesso che sono un vecchio!
A parte lo Strumentista lavato che, per ovvie ragioni, non può far uso del suo cellulare, il restante personale è - chi più, chi meno - immerso nello schermetto del proprio aggeggio di comunicazione.
Nella mia realtà di lavoro vedo un deludente, irritante distacco dalla realtà di pazienti che stanno subendo un intervento chirurgico, per tuffarsi nelle acque tentatrici del proprio iphone. La persona arriva a non vedere, a non sentire, a disinteressarsi, perfino ad anteporre la propria navigazione nelle tormentate acque di internet, alle esigenze sacrosante di un'area critica tra le più pericolose al mondo.
Oltre che essere un atteggiamento pericoloso, è alienante e del tutto lontano da quel dovere di attenzione e assistenza che si deve ad un paziente.
Quando si fa notare che è ingiusto comportarsi in quel modo, ti rispondono che basta richiamare la loro attenzione.
Delusione che si unisce a rammarico e stizza.

Io faccio parte del gruppo di tutor del BO dove lavoro e ho sempre pensato che non devo essere solo io a stimolare attenzione e curiosità, ma che una parte di impegno ce la debba mettere anche chi deve apprendere questo lavoro. L'arrivo degli smartphone è stato il colpo fatale alla formazione del personale.
Osservare un intervento senza che qualcuno lo chieda, l'essere curiosi al riguardo di materiali e tecniche senza che qualcuno stimoli l'attenzione, od il semplice vedere il flusso di lavoro e dare una mano senza che venga chiesto, sono atteggiamenti che non vedo più spesso, che non mi aspetto più e ne sono rammaricato. Al loro posto vedo spesso distacco e distrazione, amplificati dall'uso di quei maledetti cellulari.

Ma c'è una ragione, o almeno io credo che ci sia una ragione a questo atteggiamento. Uno smartphone abbatte tutti i muri, soprattutto quelli fisici. Lavorare in SO significa essere chiusi tra quattro mura e il senso di libertà viene davvero messo in crisi. E' in se una buona motivazione per correre a nuotare nelle pagine di internet, attraverso uno strumento palmare, ma quando si è in SO si sta facendo un lavoro, un lavoro potenzialmente pericoloso, ci sono i pazienti e ci sono cose e funzioni che devono essere fatte con attenzione e senza che sia esplicitamente e continuamente richiesto.

Quando osservo queste persone ossessionate, dal viso impallidito dalla fredda luce dello schermetto, mi sembra di scorgere nostalgia, tristezza, insoddisfazione, soffocazione. Mi sembra di vedere quegli anziani che stanno tutto il giorno alla finestra, con tanti rimpianti negli occhi, con tanta voglia di spiccare il volo per chissà dove.
Quello strumento non sembra aver dato loro maggiore libertà. Sembra aver loro tolto un posto vero dove stare bene.
Mi dispiace per loro.

Sarei anche tentato di chiedere la vostra opinione, ma so già che non mi risponderete, quindi non lo faccio.
Forse qualcuno di voi sta proprio usando uno smartphone per leggere queste righe e non voglio suscitare il suo risentimento!
Buona navigazione :-)

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