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Strumentista di Sala Operatoria

Sito Web sull'Assistenza Chirurgica
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SemiBlog

Questo non è un Blog vero e proprio. Quello c'era ma non ha funzionato ed è ora chiuso.
Questa è la pagina dei miei pensieri che riguardano il mestiere di Strumentista di Sala Operatoria e spaziano in molti campi. Scorrete l'elenco qui sotto per trovare che può interessarvi. Gli articoli sono alla rinfusa.
Buona lettura :-)

30 Ore
I due chirurghi erano entrati in sala operatoria alle 8 del mattino di mercoledì per affrontare la solita, dura e impegnativa nota operatoria.
Erano anche reperibili, il che avrebbe potuto significare rimanere in ospedale tutta la notte e così è effettivamente stato.
Dalle 8 alle 20 di mercoledì hanno effettuato gli interventi in nota ed alcune urgenze.
12 ore di sala operatoria senza interruzioni, sono già un dato preoccupante, ma non era finita.
Alle 20 erano ancora in attesa altri 3 interventi ed i due, stremati, hanno dovuto continuare.
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Formazione
Come ho già detto in altre occasioni, l'infermiere in SO è depositario e custode di un sapere estremamente vasto, ma questo sapere come viene costruito?
Chi infonde questo sapere?
Su quali basi viene costruito il sapere dell'infermiere di SO?
Quanta credibilità ha il sapere di ognuno di noi?
E quanto è quella di chi ci ha insegnato?
Quanto valore professionale ha il nostro sapere?
Lo so, sono tante, troppe domande a cui però mi permetto di dare delle risposte.
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I "cari" colleghi
E' da moltissimi anni che vado dicendo: "Dai chirurghi mi difenda Dio, che dai colleghi mi guardo io!" e purtroppo trovo conferma, ogni giorno, del fatto che se puoi aspettarti una carognata da qualcuno, se cerchi di capire chi ti spinge furiosamente sul buco del culo, ebbene quel qualcuno è di certo un collega; magari proprio quello dal quale non ti saresti mai aspettata una cosa del genere.
Fondamentalmente ci sono due gruppi di colleghi:
  1. Quelli che ti trattano da collaboratore
  2. Quelli che cercano assolutamente di fotterti
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I Cari Colleghi 2 "La Vendetta"
Dopo il ghigno sarcastico mostrato leggendo al riguardo delle tipologie dei colleghi, può essere interessante osservare come essi siano da un punto di vista collaborativo, operativo, sociale.
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Cinquanta sfumature di...
...di cattiveria.
Forse sono troppe.
Tuttavia solo chi ci vive dentro tutti i giorni, si accorge di come la cattiveria sia il sentimento più invasivo e deleterio tra tutti quelli che si possono sviluppare in un agglomerato di persone. Faccio riferimento alle angherie che vengono perpetrate quotidianamente in una qualsiasi SO di questo mondo, talora troppo piccolo per sperare di trovare un po' di pace.
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Asportazione di diverticolo duodenale
Paziente maschio di 62 anni di corporatura robusta, con stenosi duodenale da probabile malformazione pancreatica, con diverticolo duodenale posteriore. Precedentemente operato di colecistectomia videoloaparoscopica.
Posizione supina con arti superiori abdotti, inserimento di catetere vescicale e di catetere peridurale per la gestione del dolore postoperatorio.
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E gli altri?
Dove lavoro c'è un chirurgo generale molto in gamba e molto bravo, che fa interventi di chirurgia laparoscopica di alto/altissimo livello.
Questa sua bravura e capacità gli sono valse la nomina a centro di formazione per chirurgia laparoscopica avanzata ed a sentire i nostri frequentatori, nelle loro realtà le cose sono piuttosto diverse rispetto alla nostra.
Già, gli altri.
Come sono? Cosa fanno?
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Fatica!
Nei miei precedenti articoli ho parlato spesso di impegno psichico, di alterazioni psico-comportamentali, di stress, di cattive interazioni tra i membri dell'equipe; insomma ho trattato degli aspetti più eterei, mentali del mio mestiere.
Ma della fatica fisica vogliamo parlarne?
Della schiena dolente a fine seduta, diciamo due paroline?
Dell'intollerabile gonfiore di palle discutiamo?
E per le femmine, del loro mal di gambe, cosa diciamo?
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Psiche, psichica, psichiatrica
Non c'è nulla da fare, il lavoro di Sala Operatoria è un lavoro riconosciutamente difficile. Lo dimostra il sempre calante numero di infermieri che scelgono di intraprenderlo.
Le ragioni, sia delle difficoltà, sia delle scarse vocazioni, possono essere tante; di ordine remunerativo, di ordine personale, di ordine pratico, ma credo che le ragioni psicologiche siano quelle più opprimenti e vissute con particolare tedio.
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Le giornate sbagliate
Chi fa il mio lavoro da abbastanza tempo, è ormai così esperto da accorgersi subito quando il chirurgo che entra in sala, ha voglia di rompere i coglioni a tutti, fin dal mattino presto.
Di certo avrà le sue ottime e valide (per lui e lui solo) ragioni, ma non riesce a capire che a tutti gli altri non gliene frega nulla delle sue ragioni e delle manifestazioni che da esse derivano.
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Il Circo Chirurgico
"Venghino, venghino, gente!
Più gente entra più bestie si vedono!!!"
Beh, si potrebbe anche dire così, nell'entrare in qualsiasi sala operatoria del nostro stivale bucato.
Come in ogni circo che si rispetti, le figure che si alternano sulla pista, sono ben identificate e vorrei illustrarvele brevemente.
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Le ragioni dell'insoddisfazione
Sono così pochi gli infermieri che desiderano lavorare in Sala Operatoria, che è spesso necessario ricorrere a sondaggi conoscitivi per valutare quanti ne avrebbero intenzione. Inutile dire che le risposte positive sono oltremodo scarse. Nella mia realtà, ben due indagini conoscitive hanno dato un bello 0 (zero) come risposta.
Allo stesso tempo sono molte le richieste di assegnazione ad altro reparto/servizio - da parte di chi già lavora in SO - con la conseguente perdita di professionalità di alto livello, il che lascia amarezza, tristezza ed un senso di impotenza veramente scorante.
Ma perché gli infermieri di SO sono scontenti?
Provo a buttar giù una analisi e spero di essere sufficientemente obiettivo e chiaro.
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La mia pasquetta
Stavo pranzando, con il presagio della chiamata. È come una folata di vento gelido che colpisce la schiena all'improvviso. Il mio Galaxy S ha suonato proprio davanti a me.
Non ho lasciato parlare nemmeno la centralinista e gli ho detto subito:"Ok, arrivo!"
Sono entrato nel Blocco per primo, in un buio inquietante, con qualche lama di luce che proveniva dalla fessura inferiore delle porte dei magazzini e della guardiola della caposala.
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La Politica
Come in tutti gli ambienti di lavoro di questo paese rovinoso e rovinato, anche in Sala Operatoria c'è la politica; come non potrebbe!
La politica del giusto sarebbe quella per la quale un servizio deve soddisfare le esigenze dell'utenza. Chi sono gli utenti del servizio di Sala Operatoria?
Primi sono i pazienti. Tutti i pazienti, di ogni censo.
Secondi sono i chirurghi, di ogni grado.
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Tecnologia, tecnicismo, tecnica
La prima impressione che qualsiasi visitatore ha, nell'entrare in Sala Operatoria, è la presenza di tanta tecnologia, di tante macchine. Per chi invece ci passa dalle 7 alle 12 ore, questa tecnologia rappresenta la salvezza da una parte, e un tedio dall'altro.
Le ragioni della tecnologia e del suo peso in Sala Operatoria, le leggerete nelle prossime righe.
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Magna Carta
Quello che un tempo era un luogo dai molti fatti e dalla poca carta, è ora diventato anche il paradiso della burocrazia cartacea. Fogli, stampati di ogni genere, cartoncini prestampati, buste, copie cartacee, bollette di carta, tagliandi, talloncini, consegne, fogli di lavoro, protocolli e schede operative sono diventati una ossessione per tutto il personale di sala operatoria.
Per ogni puttanata che si compia, si deve scrivere qualcosa per fini lacunosi e ragioni imprecisate.
Nella mia realtà operatoria, per una semplice ernioplastica inguinale open, la burocrazia cartacea comporta quanto segue:
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E vissero infelici e scontenti!
Tre anni fa circa, a rimedio di un clima di terrore e violenza perpetrato da un chirurgo ai danni di svariate strumentiste di - più o meno - lunga esperienza, si è pensato di chiedere il supporto di uno psicologo che cercasse di racimolare, e ricomporre, i cocci derivati dal tracollo psichico delle vittime, che aiutasse in modo preventivo chi ancora non era stato bruciato dalle gentilezze del molock chirurgico e che cercasse di arginare l'emorragia di personale dal Blocco Operatorio.
Dopo tre anni le vittime se ne sono andate in altri posti, chi aspettava il suo turno per abbronzarsi, non solo non aveva la crema giusta per quei raggi maligni, ma si è comunque scottato molto. L'emorragia di personale non si è fermata e il clima da "Scream" non è cambiato di molto. Diciamo che ora si lavora in funzione di non sentire le grida da bruciatura, ma le flittene morali sono ugualmente molto gonfie e arrossate.
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La Maledizione
Con la doppia chiamata di questa notte, ho raggiunto il poco invidiabile record di 11 chiamate su 13 reperibilità. La percentuale esatta non la so e non mi interessa. So solo che sono stanco di una organizzazione difettosa che usa ancora un vecchio modo di coprire le necessità chirurgiche non pianificabili, con le reperibilità o, detta alla politichese, pronte disponibilità.
Quello che mi fa incazzare di più è che il turno mattina/notte è stato abolito per legge, ma io ogni volta faccio mattina e notte senza il beneficio almeno dello smonto.
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Marsupializzazione videolaparoscopica di cisti renale
Mi sono lavato venerdì scorso per l'esecuzione di un intervento che non avevo mai visto. Si trattava di una marsupializzazione di cisti renale sinistra in videolaparoscopia.
Ho allestito il tavolino chirurgico con gli strumenti per la fase laparoscopica e per una eventuale conversione laparotomica. Su indicazione del chirurgo, ho preparato anche il bisturi armonico Ultracision® da 36 cm.
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Le Sacre Leggi di Murphy
Ci sono tante verità nel mestiere di Strumentista di Sala Operatoria, ma alcune sono così vere e verosimili, che andrebbero tenute costantemente a memoria e recitate ogni giorno, come una preghiera. Ve ne faccio dono. Buona lettura :-)
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Perchè scegliere il bene?
Ci sono situazioni e condizioni nelle quali la domanda di cui sopra si presenta spesso.
Ci sono persone che prima dell'intervento stavano molto male e dopo di esso stanno bene o molto meglio. L'intervento chirurgico è stato risolutivo.
Ci sono persone che prima dell'intervento avevano disturbi saltuari, benché fastidiosi. Campanelli d'allarme e di irritazione. Dopo l'intervento stanno più o meno come prima e la scomparsa di un fastidio dura poco, prima che compaia un altro tedio organico. In sostanza non è cambiato quasi nulla, ma la scienza dice che è stato fatto tutto il possibile.
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La Polivalenza
Oggi tutti devono saper far tutto, con il paradossale, pericoloso risultato che tutti non sanno far bene nulla.
In questo mondo delle competenze verticali e orizzontali, c'è una mediocrità obliqua che lascia esterrefatti.
Le Sale Operatorie non sfuggono a questo delirio del risparmio supertecnologico che crea solo degli incompetenti.
Il meccanismo, camuffato sotto il termine "Professionalita'" dovrebbe creare delle amebe che si dovrebbero adattare a qualsiasi evenienza e necessità. Questo sistema delle competenze trasversali dovrebbe creare dei superorganismi plasmabili, ma nella realtà dei nosocomi italioti, porta alla formazione di supercaccole da arrotolare tra le dita e da buttare quando non servono più.
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L'Angoscia della Responsabilità
Ogni volta che un paziente viene riportato in sala operatoria per una complicanza chirurgica susseguente ad un intervento nel quale sono stato direttamente coinvolto, in mansione di strumentista o assistente di sala, provo una angoscia soffocante.
Pur con tutta la logica e la serietà con cui si dovrebbero affrontare complicanze e incidenti chirurgici, rimane comunque un'ombra che getta un sottile offuscamento della ragione, la convinzione di aver sbagliato qualcosa e, fin qui, non ci sarebbe nulla di così sconvolgente.
Quello che mi angoscia è il non ricordare che cosa potrei aver sbagliato, cosa non avrei attentamente valutato, cosa non ho avuto sott'occhio. Insomma l'angoscia deriva dal vuoto di memoria e controllo che non può essere evitato, almeno non sempre.
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Il Prezzo da pagare
Lavorare in Sala Operatoria non è da tutti, l'ho già scritto. Tutti hanno il diritto di lavorarci, non tutti hanno la forza di resisterci all'interno. Vediamo quindi il prezzo che ha il lavoro in Sala Operatoria, con un piccolo esempio estrapolato dalla unità operativa nella quale attualmente presto servizio.
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La inorganizzazione dei furbi
Questa lettera è indirizzata specificamente ai primari clienti del servizio di Sala Operatoria.
È del tutto inutile che facciate la bocca storta a questa frase; siete clienti di un servizio al pari dei pazienti che vengono operati.
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Professione o Mestiere?
Ripensando al lavoro che faccio da ormai 25 anni, mi sono chiesto se esso sia l'esercizio di una professione, o solamente l'effettuazione di un mestiere come tanti.
Analizzo anzitutto quali sono le cose che caratterizzano il lavoro di uno strumentista:
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PsychoThriller
La cinematografia e la televisione rimandano nello spettatore, la sensazione che qualsiasi intervento chirurgico venga compiuto in una SO sia lo scontro finale tra il chirurgo e la morte e, chissà come mai, il chirurgo protagonista è sempre il più bravo e comunque il più fortunato disponibile in quel preciso frangente.
In realtà sono ben pochi gli interventi "alla morte" e poche volte un Chirurgo con la "C" maiuscola compie un intervento sul bordo del precipizio.
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E' un mondo difficile!
Come ho già detto in altre occasioni, la Sala Operatoria è un luogo ad alta pressione e stress. Le vicissitudini di un luogo come questo - sto scrivendo nella fase libera prima di un intervento di emicolectomia destra videolaparoscopica - sono per lo più originate, gestite e ricordate dalla e per la tensione nervosa generata, a sua volta, da diverse ragioni. Ci sono infatti:
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Gli addii
Quante persone ho visto andar via dalla Sala Operatoria!
Se ci penso con attenzione posso ricordarli tutti:
La Marisa che andò in pensione nel 1990, Ivano, Rino, la Simo, Claudia, Loretta, Roberta, Eva, Davide, Cristian, Evelin, le due Samante, i due Luigi, Carlotta, Katia, Manuela, Sibilla, Donatella, Debora, Massimiliano, Paola, l'altra Simo, la Silvana, ed altri.
Dal 1985 ho visto solo due infermiere andare in pensione dalla Sala Operatoria, la Marisa e la Rita, tutti gli altri sono andati a finire la loro carriera infermieristica in altri servizi o reparti.
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Serve l'infermiere?
Tipicamente in SO ci sono tre figure infermieristiche:
  • lo strumentista
  • l'assistente di sala
  • l'assistente anestesiologico

So che in alcune realtà una delle tre figure è stata sostituita dal malleabile e inidentificabile OSS, od Operatore Socio Sanitario.
Chi, fra queste figure, ha maggior carico assistenziale sul paziente? Ovvero, chi fa davvero l'infermiere, per cui è interessato globalmente al benessere del paziente?
La prima figura no, la seconda ni, la terza si.
Vediamo perché.
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Smartphone
Io ho 51 anni e posseggo uno smartphone come molti di voi. Quando ho cominciato a fare questo mestiere c'era solo la telefonia fissa, ma soprattutto si stava in Sala Operatoria solo se si mostrava interesse per ciò che si faceva in essa, se mostravi voglia di imparare e se avevi una spiccata capacità di concentrazione. Dovevi, in sintesi, mostrare dedizione al lavoro. Una dedizione vera, che gli anziani di quel posto sapevano valutare bene.
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L'inizio della carriera
Dopo 26 anni di questo lavoro, è sempre un piacere ed una inesauribile fonte di tenerezza osservare i "baby" colleghi iniziare il loro percorso di apprendimento e di lavoro.
Chi si mette al tavolino per le prime volte, assume atteggiamenti e comportamenti tipici, che credo tutti i veterani abbiano osservato nei colleghi alle prime armi.
Ecco quello che penso ed ho notato nei ragazzi che, in questi anni, ho avuto il piacere di seguire e osservare, insieme a qualche consiglio che, credo e spero, saranno utili per affrontare meglio la propria avventura.
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Vietato essere umani
Quanto andrete a leggere non va ad applicarsi solamente alla realtà di SO, ma si può estendere alla vita comune di tutti i giorni.
È da tempo ormai che la ricerca dell'efficienza e della produttività ha preso il posto del bene e del buon senso. In un mondo che si vuole ancora credere civilizzato, quello che conta è produrre, essere efficienti, essere sempre al limite delle possibilità, vivere sull'orlo di una crisi di nervi e dell'esaurimento nervoso.
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Gli errori dello Strumentista
Gli errori pratici e procedurali più frequenti
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Gestione delle variabili procedurali
Gli interventi ideali non esistono. Non esistono interventi canonici e codificati che hanno un andamento prevedibile al 100%. Ogni singolo intervento viene dichiarato in un certo modo, che ne sancisca la tipologia e che consenta la preparazione dello strumentario, ma le variabili che si affronteranno, sono ogni volta tante, previste e impreviste.
Queste varianti possono determinare anche grandi modifiche alla intera procedura.
Supponendo di effettuare una emicolectomia sinistra - non importa la tecnica impiegata - le variabili possono essere:
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