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Strumentista di Sala Operatoria

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La Conversione

Uno dei guai peggiori che possano capitare ad uno strumentista, nel corso di un intervento videoassistito, è la conversione laparo/toracotomica, per alemno due motivi:

  • la diversità dello strumentario
  • la fretta del chirurgo
Perchè si converte un intervento videoassistito?
  • Perché c'è un sanguinamento non dominabile
  • Perché il chirurgo si trova davanti a difficoltà tecnico/anatomico che non gli permettono di proseguire l'intervento
  • Perché l'anestesista impone la conversione a seguito di difficoltà anestesiologiche aggravate dalla tecnica chirurgica
La prima ragione è la più importante e la più difficile da gestire, mentre le altre due sono meno impellenti e facili da organizzare.

Cosa comporta la conversione, in generale?
Anzitutto un cambio drastico dello strumentario, il che impone avere subito a disposizione quanto serve.
Poi il cambio di posizione del paziente potrebbe comportare spesso il cambio di posizione del tavolino dei ferri.
Poi convertire significa tenere sott'occhio il conteggio (garze ritenute in cavità), la sterilità del campo chirurgico, la sua illuminazione (accendere subito le scialitiche), la sicurezza del paziente (controllare che il cambio di posizione non comporti alterazioni o problemi posturali, o che l'apparecchiatura anestesiologica non subisca trazioni o altro).

Come comportarsi in caso di conversione? Redigo qui alcuni suggerimenti che derivano da una lunga e intensa esperienza sul campo. Tuttavia questi vanno presi, appunto, come consigli ed ogni equipe adotterà ciò che ritiene più adeguato.
  1. Capire le ragioni della conversione, il che presuppone che si stia seguendo attentamente l'intervento
  2. Avere a disposizione ciò che serve e che sia raggiungibile subito
  3. Attendere l'ordine per la conversione
  4. Accendere le scialitiche
  5. Bisturi ed elettrobisturi
  6. Collegare aspiratore open e azionarlo
  7. Allontanare ciò che non serve più (strumentario laparo/toracoscopico)
  8. Ampliare la dotazione di garze e flanelle solo quando sia possibile averne il controllo del relativo conteggio
  9. Seguire unicamente le indicazioni del primo operatore

Nella nostra realtà lavorativa abbiamo deciso, in accordo con il primario, che non è necessario un secondo tavolino per la conversione, ma abbiamo sviluppato un protocollo di allestimento per cui su un unico tavolino sono presenti gli strumenti open e video, ben suddivisi, e che gli strumenti open suppletivi (eventualmente necessari alla conversione) rimangano dentro al container posto molto vicino al campo chirurgico e facilmente raggiungibile dallo strumentista.
In caso di necessità, lo strumentista può permettere al chirurgo di passare alla versione open dell'intervento, nel giro di poche decine di secondi. Allo strumentista non serve altro che un aspiratore open e il collegamento della bipolare open.

Questa metodica, applicata solo agli interventi di maggiore importanza (emicolectomia, surrenectomie, splenectomie, nefrectomie, pancreasectomie), ci ha consentito di dimezzare i tempi di preparazione iniziale, il contenimento dei costi e di rendere la transizione intraoperatoria, pressoché impercettibile al chirurgo, con ovvi vantaggi per il paziente.

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