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Strumentista di Sala Operatoria

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Trattamento materiale biologico

Nel corso della propria attività quotidiana, il personale infermieristico di Sala Operatoria può essere chiamato a prendere in carico la gestione e il trattamento di materiali biologici, da sottoporre a valutazioni e indagini di laboratorio.
Questi materiali biologici possono essere rappresentati da:

  • Liquidi organici (liquido pleurico/peritoneale, pus)
  • Frammenti di tessuto (biopsie)
  • Organi e Visceri (Rene, pancreas, fegato, polmone, stomaco, colon ed altri)

Nel caso di esami cito/istologici, la procedura per la richiesta è appannaggio del personale medico, mentre al personale infermieristico è richiesta la sistemazione del materiale negli appositi contenitori, l'uso dei liquidi di fissaggio previsti, la chiusura dei contenitori, l'etichettatura e la identificazione dei contenitori stessi, la sistemazione negli appositi spazi di concentrazione, per l'invio al laboratorio centrale, la segnalazione in apposito registro e la propria firma a completamento di tutto il processo indicato dianzi.

Avvertenze e procedure

Le avvertenze per la corretta gestione dei prelievi tissutali in un Blocco Operatorio e tra questo ed il laboratorio di analisi, sono estremamente importanti e rappresentano una procedura sensibile. Esse si ripercuotono non solo sulla salute del paziente, ma sulla efficienza del team chirurgico stesso.

  1. Tipi di tessuto esaminato. Si definisce "pezzo operatorio" o specimen, qualsiasi cosa che viene asportato chirurgicamente ad un paziente; può essere tessuto osseo, tessuti molli o corpi estranei. Qualsiasi tessuto venga rimosso durante un intervento chirurgico, va analizzato, a meno che il chirurgo non specifichi diversamente. Sia lo Strumentista che l'Assistente di sala hanno compiti precisi riguardanti il trattamento dello specimen per l'invio al laboratorio. I pezzi chirurgici sono generalmente inviati al laboratorio per un esame di routine, ma possono essere inviati anche per la ricerca del batterio tubercolare o per un esame estemporaneo. Ne deriva che alcuni pezzi chirurgici richiedono procedure sterili per evitare contaminazioni esterne
  2. Considerazioni generali. Devono essere prese in considerazione alcune note generali, quando si deve gestire e manipolare un pezzo chirurgico, come le seguenti:
    1. Specimen per la identificazione. Alcuni pezzi chirurgici vengono analizzati per una identificazione. Esempi possono essere l'appendice, il sacco erniario, vene, tonsille. In alcune condizioni il chirurgo conosce le condizioni del paziente prima dell'intervento, ma non sa dire quale possa essere la causa della condizione clinica e durante l'intervento asporta del tessuto malato o che causa la patologia del paziente, ritenendo che questo sia la causa della attuale condizione clinica. Il pezzo inviato in laboratorio ed analizzato, potrà dare conferma del sospetto.
    2. Specimen per la diagnosi. Alcune volte il chirurgo non conosce quale sia la causa dei sintomi dei suoi pazienti. Attraverso i risultati ottenuti dall'esame di un pezzo chirurgico, potrà conoscere la diagnosi e determinare la procedura terapeutica più adatta. Due tipici esempi sono le biopsie mammarie e la raccolta di fluidi presenti in alcune cavità corporee (liquido pleurico o peritoneale).
    3. Significato legale dello specimen. Non va mai dimenticato il valore legale dei pezzi chirurgici. Problemi legali possono derivare da un pezzo chirurgico mal ispezionato o mal gestito. Azioni legali possono derivare dal tipo di specimen, ad esempio una pallottola prelevata da un paziente
  3. Prelievi comuni. Tipi differenti di pezzi chirurgici possono richiedere un trattamento differente; tuttavia la maggior parte dei pezzi chirurgici vengono trattati allo stesso modo, includendo la rispettiva identificazione. Le seguenti sono le avvertenze che Strumentista e Assistente di sala devono seguire nella gestione degli specimen:
    1. Strumentista. Egli prende in consegna il pezzo chirurgico e chiede il permesso al chirurgo di poterlo allontanare dal campo chirurgico, impiegando uno strumento. Prima di farlo deve verificare il tipo di specimen chiedendo al chirurgo. Poi passa le informazioni ed il pezzo all'Assistente di sala
    2. Assistente di sala. Esegue queste azioni:
      1. Riceve il pezzo dallo Strumentista
      2. Verifica il tipo di specimen e chiede conferma dei dati ricevuti dallo Strumentista. Non deve tentare autonomamente di riconoscere il pezzo chirurgico
      3. Seleziona il corretto contenitore, con dimensioni adeguate. Preferibile un contenitore largo, piuttosto che troppo stretto per cui il pezzo possa danneggiarsi nella introduzione. Inoltre il contenitore non deve solo accogliere il pezzo chirurgico, ma anche la formalina adibita alla sua conservazione. Questa deve essere aggiunta in ragione di una quantità doppia rispetto al peso del pezzo chirurgico.

        Chiedere al chirurgo se il pezzo possa essere immerso in formalina o se debba essere prima fotografato. La formalina altera i colori dei tessuti.

      4. Se il pezzo deve essere fotografato, riporlo in un contenitore metallico, coperto con un telo bagnato o immerso in acqua
      5. Identificare ogni specimen in tutte le sue forme. Deve essere impiegato un contenitore diverso per ogni specimen, a meno che il chirurgo indichi l'accorpamento in un unico contenitore. In aggiunta deve essere applicato un numero ad ogni contenitore e questo numero annotato su una legenda, insieme alle caratteristiche abbinate. Ad esempio:
              1 Colecisti
              2 linfonodi arteria gastrica sinistra
              3 linfonodi piccola sottopilorici
              4 linfonodi sottopilorici
              5 linfonodi arteria epatica comune
              ecc. ecc.
      6. Se non è previsto un apposito programma computerizzato che lo faccia, occorre preparare delle etichette da applicare sui singoli contenitori. In queste etichette devono esservi i seguenti dati:
        • data dell'intervento
        • Dati del paziente con data di nascita
        • Chirurgo operatore
        • Dati del pezzo chirurgico
      7. Segnalare ogni pezzo chirurgico in apposito registro che verrà poi impiegato per l'invio al laboratorio. I pezzi chirurgici vanno conservati in apposito luogo e al momento del ritiro da parte del personale del laboratorio, questo deve apporre la propria firma di presa in carico
  4. Prelievi che devono essere esaminati per la tubercolosi. Questi pezzi chirurgici sono preparati ed etichettati come descritto dianzi, ma anziché essere ricoperti di formalina, sono ricoperti di soluzione fisiologica o da una garza bagnata di soluzione fisiologica
  5. Esame estemporaneo. Si tratta di una procedura normale, ma scarsamente prevedibile. Viene eseguito quando il chirurgo abbia dubbi sulla natura del tessuto da asportare o sulla estensione di tessuto malato in strutture non chirurgicamente aggredibili. Quando è possibile, è necessario preventivare questo esame per dare tempo al laboratorio di preparare quanto loro necessario.
    1. Il pezzo operatorio viene congelato istantaneamente e ne vengono ottenute sottilissime fettine da sottoporre ad esame microscopico per stabilire la malignità del tessuto stesso
    2. Una volta ottenuto il pezzo chirurgico, questo viene immerso in soluzione salina e recapitato al laboratorio nel più breve tempo possibile
    3. Solitamente il responso dell'esame istologico è disponibile nel giro di 10-15 minuti. Se il risultato è negativo, la procedura chirurgica può essere completata nel modo previsto, altrimenti il chirurgo deciderà il da farsi

Gli esami colturali

  1. Il chirurgo indica la necessità di eseguire esami colturali su liquidi, tessuti od altro provenienti dall'organismo del paziente. Deve eindicare quali esami siano necessari
  2. Lo Strumentista riceve dal chirurgo il materiale da esaminare e lo manipola in modo sterile. Ottiene informazioni dal chirurgo sul tipo di materiale da dove provenga. Poi consegna il materiale all'Assistente di sala che:
    1. In base al tipo di esame richiesto, prepara gli adeguati contenitori sterili
    2. Inserisce il materiale ricevuto nei relativi contenitori e lo deve fare applicando le tecniche asettiche per non contaminare il campione
    3. Compila le richieste necessarie e le etichette da applicare sul contenitore
    4. Se il materiale è scarso, chiede esplicitamente al chirurgo nuovo materiale o avvisa che il materiale
    5. Registra il materiale ricevuto nell'apposito registro e lo recapita presso il laboratorio. Se non è possibile recapitarlo immediatamente, provvede a conservarlo in ambiente adatto (frigorifero, o a temperatura ambiente) secondo le indicazioni del laboratorio

Tessuti da conservare in apposite banche

  1. Alcuni ospedali hanno delle dotazioni che permettono la conservazione di vari tipi di tessuti a fini di innesto o trapianto. Espianto, conservazione, catalogazione e gestione sono scelte effettuate localmente. I tessuti maggiormente conservati in una banca sono: pelle, ossa, cartilagine e vasi sanguigni.
  2. In base alle indicazioni ed alla politica sanitaria locale, i tessuti da banca possono essere ottenuti dalle seguenti fonti:
    1. Pazienti che, in visione di un successivo intervento, decidono di donare propri tessuti per poi essere reinnestati (cartilagine)
    2. Donatori volontari
    3. Cadavere
  3. I tessuti prelevati vengono poi sottoposti a test microbiologici, anche in osservanza delle decisioni locali
  4. La sterilità è un principio cardine e fondamentale per tutti i tessuti da banca. Le procedure effettuate per il prelievo, il trattamento e la conservazione devono rispettare i concetti di sterilità ed asepsi
  5. Strumentista e Assistente di sala si comporteranno nelle maniere illustrate in precedenza per i campioni per esame patologico. Essi effettueranno quanto segue:
    1. Avere a disposizione tutto quanto possa servire le i test colturali/microbiologici
    2. Preparare e compilare tutti i moduli richiesti dalla procedura
    3. Indicare il nome del donatore, data di espianto ed altre informazioni richieste, sugli appositi moduli
    4. Attenersi strettamente alle istruzioni indicate dalla propria unità operativa

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