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Strumentista di Sala Operatoria

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Le giornate sbagliate

Chi fa il mio lavoro da abbastanza tempo, è ormai così esperto da accorgersi subito quando il chirurgo che entra in sala, ha voglia di rompere i coglioni a tutti, fin dal mattino presto.
Di certo avrà le sue ottime e valide (per lui e lui solo) ragioni, ma non riesce a capire che a tutti gli altri non gliene frega nulla delle sue ragioni e delle manifestazioni che da esse derivano.

È così inutile e irritante il suo comportamento da rendere zoppicante, difficile e teso il lavoro di tutti. Crede di essere l'unico a poter lavorare in pace e rilassatezza, dimenticandosi che lui, senza le altre componenti umane dell'equipe non conta nulla e non può fare niente.
Preferirei decisamente che annunciasse che gli girano le palle e che non desidera essere contrariato. Invece cosa fa?
Entra in sala con la faccia finta della calma e poi digrigna i denti per ogni più piccola stronzata che solo lui sa quale sia. Protesta velatamente o rumorosamente, borbotta, si lamenta cantilenando, come un bimbo. Pesta i piedi, sbotta, tira i ferri come una checca isterica.
Questo comportamento psicotico getta gli altri in una condizione di incertezza, spaesamento e spasimo che non crea altro che un peggioramento della sua condizione. A cosa serve fare così?

Mi capita spesso di pensare, che tutti i calci nei denti e nel culo che ha preso durante l'università e la specialità, li voglia restituire, solo che sbaglia obiettivo. È un povero bimbo frustrato che crede che offendere e fare incazzare gli altri, possa placare la sua sete di vendetta e dargli quella visibilità e importanza che nemmeno lui è convinto di avere.
Le giornate storte capitano a tutti, come no, ma non si può pretendere che gli altri capiscano al volo che è una giornata merdaria e che, soprattutto, la sua giornata debba diventare uguale per tutti.
Ma chi si crede di essere? La principessa sull'uccello?

Purtroppo lo strumentista è l'anello finale e fragile di una catena di operatori che, bene o male hanno la loro vita, ma quella del ferrista è quella che conta meno.
Virtualmente e grazie a figuri come quello descritto, le giornate dello strumentista sono tutte sbagliate!

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