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Strumentista di Sala Operatoria

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La Formazione del personale

Come ho già detto in altre occasioni, l'infermiere in SO è depositario e custode di un sapere estremamente vasto, ma questo sapere come viene costruito?
Chi infonde questo sapere?
Su quali basi viene costruito il sapere dell'infermiere di SO?
Quanta credibilità ha il sapere di ognuno di noi?
E quanto è quella di chi ci ha insegnato?
Quanto valore professionale ha il nostro sapere?
Lo so, sono tante, troppe domande a cui però mi permetto di dare delle risposte.

In genere il sapere di ogni strumentista/assistente di sala/assistente anestesiologico viene costruito per soddisfare esigenze locali. La visione generalista, cosmopolita e interaziendale è pressoché sconosciuta e non praticata. Ci sono così tante diversità procedurali, tecniche, logistiche, soggettive, chirurgiche e architettoniche che un infermiere di una specifica sala operatoria potrebbe essere incapace di fare il suo lavoro nell'ospedale vicino. Certo il grosso lo sa fare, ma i dettagli non può conoscerli e sono i dettagli che fanno la differenza.

In genere il sapere viene offerto ed elargito dai colleghi più esperti, o più anziani e quasi sempre queste due qualità collimano. L'anziano però può incorrere in un problema, diciamo "affettivo" - e lo dico perché mi capita di provarlo molto spesso - ovvero quello di sentirsi un babbo, o una mamma e in quanto tale, potrebbe tendere ad essere iperprotettivo e agire in prima persona per evitare al discente le "gentilezze" del solito chirurgo.
Poi ci sono i colleghi anziani del tutto inadatti all'insegnamento, quelli gelosi del loro sapere e quelli che sono anziani e basta.
Sarebbe bene invece che il tutor mantenesse un fiero distacco e "lasciasse/imponesse" il fare ed il sapere.

Il sapere dell'infermiere di SO si basa principalmente su conoscenze empiriche, talora scaramantiche, laddove le frasi: "Non si sa mai!" e "Si è sempre fatto così!", la fanno da padrone. Il precetto che deriva da esperienze vissute, talora amaramente, si materializza nell'assioma: "Lega il somaro dove vuole il padrone!"
Ne deriva che la credibilità del sapere dell'infermiere di SO è legata più a questioni soggettive e personali, piuttosto che a evidenze scientifiche ed esperienze ben strutturate e scolastiche.
La stessa cosa vale per la credibilità di chi oggi, svolge la mansione di tutor.

Applicare un valore professionale a ciò che sappiamo è difficile e sostanzialmente inutile e comunque non unanimemente condiviso e sostenuto. Cosa abbia contribuito a svalutare quello che, ai miei tempi, era l'onore di lavorare in SO non lo so. La pachidermica e indefinibile figura infermieristica non ha portato ad alcuna vera identità, si è tutto e niente nello stesso momento e di solito si è niente quando si vuol far valere il proprio peso professionale e tutto quando manca qualcosa o qualcuno in ospedale.
D'altra parte un infermiere che sa quello che fa, è una figura pericolosa, orgogliosa, ambiziosa e... terribilmente alla pari.

Ci sono altre domande invece, che vorrei porre a chi avesse voglia, conoscenze ed opinioni da esprimere in merito. Ve le somministro e dico la mia per ognuna di esse.
Che titolo si può dare al percorso formativo per infermieri di SO?
Io non ho preferenze, ma mi va bene "Master in Assistenza Chirurgica". A voi cosa piacerebbe?
Quanto dovrebbe durare?
Mah, io penso che almeno 18 mesi ci vogliono. Ma sono trattabili.
Quanti dovrebbero parteciparvi?
Io credo che si dovrebbe stare tra un minimo di 5 ed un massimo di 10 per anno, per singolo centro accreditato.
Chi può parteciparvi?
Io penso che debbano essere esclusivamente neolaureati e comunque non infermieri in servizio attivo, in quanto non potrebbero seguire con continuità le lezioni, ma soprattutto il tirocinio
Dovrebbero sostenere una prova di idoneità?
Decisamente si! Lavorare in SO non è per tutti.
Quanto deve durare il tirocinio?
Se il corso dura 12 mesi, allora il tirocinio deve essere di 12 mesi, se non 14 mesi. Alla mattina si va in SO a fare l'esperienza diretta ed al pomeriggio si va a lezione.
Quali sono le discipline di base da insegnare?
Io direi Igiene, Anatomia chirurgica, Patologia chirurgica, Tecnica chirurgica, Nursing chirurgico, Anestesia e Traumatologia. Voi cosa introdurreste?
Come si potrebbe chiamare colui che consegue la specialità?
Io direi "Infermiere chirurgico"
Credete che il Portfolio tecnico sia un buon strumento di valutazione?
Se lo si applica correttamente e con sorveglianza, io credo di si.
Ci sarà bisogno di centri accreditati per avviare e gestire una cosa del genere. Quali?
Non ne ho idea, ma credo a due cose.
La prima è che se questo master viene preso in mano dall'università, viene fuori un obbrobrio come tutte le cose che sono in mano all'università.
La seconda e che dove si fa molto lavoro c'è anche molta esperienza e c'è tanto da imparare.
Chi è il referente dell'allievo sul posto del tirocinio?
Sarà necessario individuare delle figure che, in SO, si prendano carico intensivamente, totalmente ed elettivamente dei discenti, ne avviino il tirocinio, lo valutino e ne attestino correttezza ed esito.
Ok, ma il referente che titoli deve possedere per far ciò?
Stante l'attuale situazione, non è possibile chiedere dei titoli che non esistono. Ci si "accontenterà" delle figure che sinora sono state impiegate per tale scopo, ma le si dovrà incentivare, premiare, proteggere e si dovranno riservare loro spazi dedicati all'insegnamento.
Quali sono i vantaggi di questo nuovo modo di intendere l'infermiere di SO?
Anzitutto di definisce un preciso percorso formativo post-laurea per avere operatori pronti, efficienti, efficaci fin dal primo giorno di lavoro.
Poi si crea un orgoglio professionale con ragioni più che adeguate ed una figura che non cede a compromessi. Si creeranno opportunità di crescita professionale e di, chiamiamolo così, senso di appartenenza che crea coesione, forza e potere. Chi sa fa e lo fa moooolto bene! Basta con figure a metà, con persone che vengono manipolate e imbrogliate con la "formazione in corso d'opera". L'errore che è stato fatto finora è quello di aver ricalcato il profilo formativo dei chirurghi, specialisti sulla carta, ma assai poco specialisti nella pratica.

Obiettivo del corso per infermiere di Sala Operatoria

Acquisire i concetti di base e i fondamenti dell'ambiente chirurgico, così come la loro applicazione pratica in qualsiasi procedimento chirurgico, paziente od ospedale.

Metodologia del corso per Infermiere di Sala Operatoria

Attualmente in Italia la formazione infermieristica avviene con un corso di laurea di tre anni che rilascia una preparazione alquanto generica. La organizzazione di Master post-laurea in aree più o meno specifiche, consente di preparare personale per un impiego adeguato in unità operative dove sono richieste conoscenze tecniche e procedurali delicate e uniche. Un Master per Infermiere di Sala Operatoria deve consentire di conseguire una formazione sia teorica che pratica. La formazione teorica se realizza nel corso di 6/8 settimane per un totale di 4 ore settimanali (totale 24/32 ore); la formazione pratica si realizza in circa 12 settimane per 36 ore a settimana (totale 432 ore).

La formazione specifica arricchisce il personale sia a livello personale che del servizio; è un fattore che incrementa la motivazione, che produce personale più esperto, per cui aumenta la qualità delle prestazioni, il benessere del paziente. Se il paziente ne trae beneficio, anche il personale ne trae beneficio e la soddisfazione professionale aumenta.

Perché si rende necessario un corso specifico?

A causa dei continui avanzamenti tecnologici ed alla complessità delle tecniche chirurgiche, gli infermieri si vengono a trovare in una realtà sanitaria molto complessa, che esige una formazione solida ed un grado elevato di apprendimento tecnico-pratico.
La maggior parte delle volte gli infermieri che entrano a far parte di una equipe di SO, eseguono un percorso di apprendimento in uno spazio di tempo troppo breve che, in molte occasioni, svilisce le potenzialità e le capacità assistenziali. Un corso ben architettato e progettato permette al personale di acquisire conoscenze, in ambito chirurgico, più efficaci e comode, accessibili a tutti. L'attuale personale già operativo nei vari BO dovrebbero pretendere questo percorso per i nuovi colleghi. Dovrebbero pretendere di parteciparvi attivamente per migliorare il proprio livello professionale e operativo.

L'architettura di questo ipotetico corso tratta dei concetti di base e dei fondamenti dell'ambiente chirurgico, degli aspetti ambientali, dell'equipe umana, della sicurezza del paziente, di anestesia, di suture, così come degli aspetti basici di nursing sul paziente chirurgico.
Questi fondamenti sono di ordine generale, applicabili a qualsiasi procedimento chirurgico, paziente od ospedale. Costituiscono una base molto solida per cominciare ad attuare la propria pratica professionale in qualsiasi specialità chirurgica.

Programma del corso di Infermiere di Sala Operatoria

Obiettivi specifici della Unità 1

  1. Struttura fisica del Blocco Operatorio
    • Conoscere la struttura con cui è organizzato il BO e le sue relazioni con altri servizi.
    • Identificare chiaramente le aree in cui è suddiviso il BO e le specifiche caratteristiche.
    • Conoscere il funzionamento dei meccanismi fisici che permettono di mantenere un ambiente sterile e sicuro per il paziente.
  2. Membri dell'equipe chirurgica
    • Differenziare i membri che compongono l'equipe chirurgica e le rispettive funzioni all'interno del BO.
    • Conoscere le funzioni specifiche dell'infermiere di SO.
    • Integrare il nursing nell'equipe di lavoro.
  3. Asepsi e sterilità nel BO
    • Saper definire i concetti di base: asepsi, disinfezione e sterilità.
    • Conoscere i distinti metodi di pulizia, disinfezione e sterilizzazione che si usano in un BO, così come il processo di gestione dei rifiuti.
    • Essere capaci di mantenere la sterilità nell'esecuzione di determinate tecniche di nursing che lo richiedano.

Obiettivi specifici della Unità 2

  1. Anestesia
    • Conoscere i principi generali dei distinti tipi di anestesia, le loro fasi, le indicazioni e le possibili complicazioni.
    • Preparazione del materiale necessario richiesto dalle singole tecniche anestesiologiche.
    • Identificare i farmaci di maggiore impiego durante la procedura anestesiologica e le loro controindicazioni.
    • Essere in grado di realizzare la corretta monitorizzazione ed effettuare le azioni specifiche che richiede il paziente anestetizzato.
  2. Apparecchiature chirurgiche
    • Comprendere il funzionamento dei distinti apparati utilizzati nell'area chirurgica, così come apprendere la loro manutenzione.
    • Realizzare un uso corretto ed applicare le precauzioni necessarie per assicurare l'integrità del paziente.
  3. Suture
    • Identificare i distinti tipi di sutura, le loro qualità specifiche e le loro indicazioni.
    • Conoscere i principi basici e le determinate tecniche di sutura.

Obiettivi specifici della Unità 3

  1. Accorgimenti assistenziali nel paziente chirurgico
    • Identificare le attività specifiche dell'Assistente di sala, dello strumentista e dell'assistente anestesiologico, nelle fasi pre, intra e post-operatorie.
    • Valutare e riconoscere le necessità fisiche e psicologiche del paziente una volta ricevuto nel BO.
    • Collaborare con gli altri membri dell'equipe nelle attività richieste e nel controllo della sicurezza del paziente.
  2. Principi generali sulla collocazione del paziente sul tavolo chirurgico
    • Conoscere le caratteristiche basiche del tavolo chirurgico.
    • Identificare le differenti posizioni chirurgiche e le loro indicazioni.
    • Stabilire procedure di prevenzione che evitino possibili complicazioni derivate dalle medesime.
  3. Rischi potenziali per il paziente
    • Riconoscere i rischi potenziali che possono compromettere la sicurezza del paziente in ambiente chirurgico.
    • Sapere applicare i protocolli preventivi nel BO, rispetto ai rischi fisici, chimici e psicologici.
  4. Unità di recupero post-anestesia
    • Identificare gli accorgimenti assistenziali nell'unità di recupero post-anestesia, così come le complicazioni che possono sorgere nel paziente.

Obiettivi specifici della Unità 4

• Neurochirurgia
  • Rivedere le conoscenze dell'anatomia del sistema nervoso centrale e periferico.
  • Approfondire i concetti importanti della neurochirurgia: apparecchi chirurgici, prove diagnostiche necessarie all'intervento, considerazioni anestesiologiche e posizioni del paziente per i distinti approcci chirurgici.
  • Conoscere i distinti tipi di intervento e le attività infermieristiche per ogni singola fase pre, intra e post-operatoria.

Obiettivi specifici della Unità 5

• Chirurgia ostetrica e ginecologica
  • Aggiornare le conoscenze anatomiche dell'apparato genitale femminile.
  • Conoscere i distinti interventi sulla mammella, addominali, vaginali e le procedure endoscopiche.
  • Differenziare le funzioni dell'infermiere in chirurgia ostetrica e ginecologica: preparazione della SO e del paziente, degli strumenti, fine intervento, ecc.

Obiettivi specifici della Unità 6

• Chirurgia pediatrica
  • Riconoscere le differenze tra l'anatomia dell'adulto e del bambino.
  • Approfondire le tecniche anestesiologiche necessarie nella chirurgia pediatrica e le loro specifiche caratteristiche.
  • Conoscere i diversi tipi di interventi di chirurgia pediatrica per patologie congenite e non.
  • Differenziare gli accorgimenti assistenziali specifici per il bambino, sia fisici che psichici.
• Trapianto d'organo ed espianto multiplo
  • Definire cosa sia un espianto multiorgano e quali siano le attività infermieristiche nelle sue varie fasi: mantenimento del donatore, monitorizzazione, preparazione dell'equipe di trasporto, immunologia e realizzazione della chirurgia da banca.
  • Conoscere le attività assistenziali preoperatorie, intraoperatorie e postoperatorie, nel trapianto epatico e renale.

Obiettivi specifici della Unità 7

• Chirurgia toracica
  • Aggiornare le conoscenze di chirurgia e anatomia della cavità toracica e dell'apparato respiratorio.
  • Conoscere le caratteristiche specifiche dell'anestesia in chirurgia toracica.
  • Differenziare u distinti tipi di chirurgia endoscopica e di resezione polmonare e le attività infermieristiche nelle fasi pre, intra e postoperatoria.

Obiettivi specifici della Unità 8

• Cardiochirurgia
  • Aggiornare le conoscenze sull'apparato cardiovascolare.
  • Acquisire conoscenze basiche su suture, valvole, strumenti e apparati specifici per cardiochirurgia.
  • Approfondire le conoscenze sulle attività dello strumentista, dell'assistente di sala e del perfusionista negli interventi in circolazione extracorporea.
  • Differenziare gli accorgimenti del nursing nella cardiochirurgia con o senza circolazione extracorporea.
• Chirurgia vascolare periferica
  • Riconoscere le strutture anatomiche vascolari basilari.
  • Differenziare le patologie arteriose e venose con indicazioni al trattamento chirurgico.
  • Conoscere i principali interventi di chirurgia vascolare e le attività infermieristiche nelle fasi pre, intra e postoperatorie (preparazione della sala e del paziente, della strumentazione, ecc.).

Obiettivi specifici della Unità 9

• Otorinolaringologia
  • Aggiornare le conoscenze anatomiche dell'orecchio, delle fosse nasali, del faringe, del laringe e delle loro funzioni.
  • Conoscere i distinti interventi di chirurgia dell'orecchio esterno, medio e interno.
  • Differenziare le attività infermieristiche nella chirurgia dell'orecchio nelle sue fasi.
  • Conoscere altri interventi di chirurgia ORL: chirurgia aperta del laringe, microchirurgia endolaringea, chirurgia del faringe, chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali, chirurgia nasale
  • Conoscere le attività assistenziali nelle fasi pre, intra e postoperatoria.
• Oculistica
  • Rivedere le conoscenze sull'anatomia dell'occhio.
  • Consolidare i concetti di base della chirurgia oculistica: profilo del paziente, anestesia, materiali e apparecchi specifici.
  • Conoscere i diversi tipi di intervento secondo le strutture ottiche lesionate e le funzioni infermieristiche nella preparazione della sala operatoria e del paziente, ecc.

Obiettivi specifici della Unità 10

• Chirurgia Generale
  • Acquisire le conoscenze di base della chirurgia generale, come: anatomia, tipi di incisioni, strumentario di base e fasi chirurgiche.
  • Conoscere i diversi tipi di intervento di chirurgia generale, tanto open quanto videoassistiti e le loro specifiche necessità.
  • Definire le attività assistenziali nelle varie fasi dell'atto chirurgico (preparazione della sala, dello strumentario, del paziente, ecc.).

Obiettivi specifici della Unità 11

• Chirurgia Urologica
  • Riconoscere le strutture anatomiche basilari dell'apparato urinario.
  • Differenziare i distinti interventi di chirurgia urologica endoscopica, laparoscopica e open.
  • Conoscere le attività dell'Assistente di sala e della strumentista nelle fasi pre, intra e postoperatoria.

Obiettivi specifici della Unità 12

• Chirurgia ortopedica e traumatologica
  • Acquisire conoscenze basiche dell'anatomia dell'apparato muscolo-scheletrico e degli apparecchi impiegati in chirurgia ortopedico-traumatologica.
  • Conoscere i tipi di frattura, il loro trattamento chirurgico e le attività infermieristiche al riguardo di preparazione della sala e del paziente, della strumentazione, ecc.
  • Conoscere i diversi tipi di intervento nella chirurgia ricostruttiva articolare e le attività infermieristiche in ognuna delle fasi pre, intra e postoperatoria.
  • Scoprire le indicazioni della chirurgia traumatologica, nella patologia tumorale e le azioni assistenziali in ogni tappa chirurgica.
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