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Strumentista di Sala Operatoria

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Dizionario

Lettera A

Ago di Bercy
Strumento pluriuso, metallico, appuntito, utile alla effettuazione di chiusure degli accessi mininvasivi per laparoscopia. è confezionato in doppia busta, separatamente.
Ago
Strumento appuntito in grado di perforare i tessuti corporei. La prima grande suddivisione prevede la distinzione tra:
  • Aghi cavi - in cui è presente un canale lungo l'asse longitudinale dell'ago stesso (Aghi ipodermici)
  • Aghi cavi fenestrati - in cui sia presente una o più finestre sulla parete dell'ago (Aghi da ipodermoclisi, aghi da spinale)
  • Aghi con mandrino - in cui il canale sia riempito da un mandrino amovibile (Aghi da puntura peridurale, da rachicentesi, ecc.)
  • Aghi pieni - in cui l'ago è del tutto sprovvisto di canali interni o fenestrature (Aghi da sutura provvisti di filo annidato nella cruna)
  • Aghi pieni fenestrati - in cui l'ago presenta la cruna con doppia fenestratura per inserimento del filo da sutura
Gli aghi da sutura sono composti da:
  • cruna, dove viene inserito il filo da sutura
  • corpo, la parte centrale dell'ago
  • punta, la parte finale dell'ago
Gli aghi da sutura curvilinei possono essere distinti per:
  • lunghezza
  • curvatura, ovvero il raggio di curvatura misurato in ottavi. Tipicamente sono impiegati aghi 3/8 (cute, cornea, sclera), 4/8 o mezzo cerchio, 5/8 (Loggia prostatica, borsa di tabacco per accesso laparoscopico ombelicale)
  • combinazione di corpo e punta, per cui è possibile avere aghi con corpo cilindrico e punta conica, aghi con corpo cilindrico e punta a 3/4, aghi con corpo triangolare e punta triangolare, ecc.

Lettera B

 
 

Lettera C

Container
Contenitori metallici a tenuta stagna, impiegati per raccogliere strumenti chirurgici in base a precisi elenchi stilati in base a specifiche finalità. Ogni container è composto di:
  • un coperchio, con ganci di chiusura e filtri (cartacei o di altro materiale a tenuta)
  • di manici di trasporto
  • di un contenitore a profondità variabile, per la raccolta degli strumenti
  • di una griglia interna
  • di tappeto gommoso fermastrumenti
  • di un telo di protezione
Colangiografia
Indagine radiologica che mira a visualizzare l'intero albero biliare, alla ricerca di fattori ostruttivi endogeni od esogeni. La Colangiografia peroperatoria o intraoperatoria, necessità di:
  • Set per colangiografia, così composto:
    • Lama bisturi da 11
    • Ago cannula diametro 12 CH
    • Cateterino metallico con rubinetto
    • Rubinetto tre vie (per pinza di Olsen)
    • Siringa da 10 ml per Sol. Fis.
    • Siringa da 20 ml per Mezzo di Contrasto
    • Mezzo di contrasto
  • Mezzo di contrasto
  • Telino di copertura del campo operatorio
  • Amplificatore di Brillanza
Colostomia
La colostomia è un abboccamento chirurgico tra colon e parete addominale per permettere al contenuto fecale di fuoriuscire attraverso una via alternativa a quella naturale. Può essere temporanea o definitiva.
Esistono diversi tipi di colostomia a seconda del tratto di colon che viene esteriorizzato:
  • Cecostomia
  • Colostomia sull'ascendente
  • Colostomia sul trasverso
  • Colostomia sul discendente
  • Sigmoidostomia
Inoltre la colostomia può essere:
  • terminale: nel caso in cui venga sezionato il colon e il moncone prossimale venga abboccato alla parete addominale
  • laterale (detta anche "a canna di fucile" o "su bacchetta": nel caso in cui il colon non venga completamente sezionato ma venga soltanto portato fuori dalla parete addominale e poi inciso lungo la sua parete per permettere la fuoriuscita delle feci
La colostomia è indicata nelle seguenti condizioni:
  • Occlusione intestinale da stenosi per la quale non è possibile eseguire un'anastomosi in sicurezza
  • Perforazione colica con peritonite
  • Grave incontinenza che risulta impossibile trattare in altro modo
  • Neoplasie del retto basso - ano
  • Neoplasie avanzate della pelvi che provocano difficoltà alla canalizzazione

Lettera D

Dispositivi di protezione
Dispositivi adatti alla protezione del personale da parte di:
- Liquidi e Sangue
- Taglienti e Aghi
Per il primo tipo di rischio è bene indossare maschere rinforzate/impermeabilizzate, provviste di barriera visiva trasparente. Altrimenti è possibile impiegare occhiali appositi.
Per il secondo tipo di rischio è bene impiegare la scatoletta di raccolta aghi e taglienti da usare secondo specifiche e da gettare secondo norma. è altresì consigliato di indossare doppio paio di guanti di misure adeguate.

Lettera E

Emoperitoneo
Versamento di sangue nella cavità peritoneale.
L'emoperitoneo può essere provocato da: traumi chiusi dell'addome che causino rotture di organi (fegato, milza, intestino), traumi penetranti che ledano organi o grossi vasi, rotture di aneurismi, erosioni di vasi da parte di tumori, rotture tubariche da gravidanze extrauterine, manovre chirurgiche non corrette (endoscopie, tentativi di aborto), conseguenze di interventi chirurgici (emostasi non accurata, cattiva tenuta di allacciature vasali) ecc.
L'emoperitoneo si manifesta con la comparsa di uno stato di shock, dovuto alla diminuzione del volume di sangue circolante, caratterizzato da pallore, sudorazione fredda, polso piccolo e frequente l'addome aumenta di volume e ha pareti tese, e mediante la percussione si può rilevare la presenza di liquido nella cavità. La palpazione dell'addome permette di rilevare una dolorabilità diffusa causata dalla irritazione peritoneale determinata dal contatto del sangue con il peritoneo.
La terapia dell'emoperitoneo è chirurgica: evacuazione della raccolta di sangue e riparazione della lesione anche se ciò comporta il sacrificio totale o parziale di un viscere (milza, utero, anse intestinali ecc.).

Lettera F

Fili di Sutura e Lame
Tutti i fili di sutura e di legatura e tutte le lame per incisione sterili disponibili.

Le lame disponibili possiedono un numero identificativo ed un corrispondente manico sul quale debbono essere montate:
- lame da 10, da 11 e da 15 per il manico numero 3
- lame da 20 per il manico numero 4.

I Fili di sutura possono essere suddivisi in:

  • A. Fili non armati, ovvero senza ago (ideali per l'uso in forma di lacci)
  • B. Fili armati, provvisti di ago
Sia per i primi che per i secondi, si possono poi avere:
  • C. Fili intrecciati, composti di più fili intrecciati a comporre un filo unico
  • D. Fili monofilamento, composti di un solo filo

  • E. Fili riassorbibili, soggetti all'azione degli enzimi tissutali che ne determinano il riassorbimento e la scomparsa
  • F. Fili non-riassorbibili, a permanenza

  • G. Fili sintetici, le cui molecole costituenti derivano da elaborazioni chimiche non legate a materie naturali
  • H. Fili naturali, derivati da materie reperibili in natura (Lino, seta, collagene)
Ne deriva che si possano avere combinazioni quanto mai varie.
Fistola
Per fistola (latino fistula da findere, fendere) si intende una comunicazione patologica, di forma tubulare, tra due strutture o tra due cavità dell'organismo o tra esse e l'esterno. Possono coinvolgere praticamente tutti gli organi del corpo e si formano con meccanismo patogenetico diverso.
Classificazione
Le fistole possono essere a seconda della loro posizione:
  • interne, quando mettono in comunicazione due cavità interne
  • esterne, quando mettono in comunicazione una cavità con l'esterno
A secondo della loro struttura
  • complete, quando sono una comunicazione tra due cavità
  • incomplete, quando non è ancora una vera comunicazione
Per la loro struttura:
  • uniche o semplici, quando si ha un unico canale di comunicazione
  • multiple o ramificate o pluri-orifiziali, quando si dirama in più canali

Lettera G

Garze
Presidiato sterile e non, di tessuto vegetale o sintetico, adatto alla asciugatura di liquidi (ematici e non), al tamponamento di perdite ematiche e non ed alla medicazione. Questo presidiato, nella sua forma sterile è disponibile sotto forma di:
  • Garze a 8 o 16 strati, orlate o ripiegate, nelle misure 7.5x7.5 cm. (Indicate per interventi mininvasivi), 10x10 cm., 10x20 cm.
  • Flanelle a 8 strati, ripiegate e cucite nella misura di 50x50 cm.
  • Batuffoli, ripiegati di misure micro, media e grande
Tutte le varietà elencate sono provviste di filo radiopaco di colore blu, disponibili in doppia busta sigillata, con indicatori di sterilità, data di produzione e scadenza, lotto di produzione, doppia etichetta adesiva e in numero di 5 o 10 unità per confezione.

Lettera H

Hartmann
Intervento chirurgico preliminare ad un intervento definitivo, che prevede la chiusura ed affondamento del retto, l'asportazione del tratto patologico e abboccamento temporaneo del colon sinistro alla parete. è un intervento praticato quasi sempre in condizioni d'urgenza, per perforazione del sigma/retto con peritonite stercoracea,quando l'effettuazione dell'anastomosi colo-rettale ha molte probabilità di fallimento e deiscenza.

Lettera I

Intervento chirurgico
(Od operazione chirurgica), complesso di manovre che hanno come fine quello di riparare, ricostruire, riporre in sede, asportare, sostituire con una serie di azioni cruente una parte dell'organismo colpito da malattia. Tale definizione si limita a considerare il puro e semplice aspetto tecnico e manuale della chirurgia, trascurando volutamente tutta quella parte di studi che accompagnano l'ideazione di un intervento, la sua elaborazione dottrinale e le modifiche suggerite dall'esperienza, oltre ai molteplici aspetti di perfezionamento che altre scienze come l'elettronica, la bioingegneria ecc. hanno apportato.
L'esecuzione di un intervento chirurgico è il risultato di molteplici fattori tecnici oltre che della collaborazione di una équipe di persone (approccio multidisciplinare), la cui efficienza è direttamente proporzionale alla preparazione, all'esperienza singola e all'affiatamento globale. L'obiettivo di un intervento chirurgico è di ottenere un risultato terapeutico: tutto, quindi, deve concorrere ad assicurare all'ammalato il massimo della sicurezza. La riuscita di un intervento è il risultato non solo di una certa serie di manualità che costituiscono l'atto operatorio in senso stretto, ma di tutte le osservazioni e le cure che lo precedono e lo seguono. Esso si deve svolgere in un clima di silenzio e di disciplina e nel rispetto più rigoroso dei canoni che la tecnica chirurgica è venuta formulando nei secoli, primo fra tutti la conservazione assoluta della sterilità dai batteri e da altri agenti inquinanti. In un intervento chirurgico bisogna evitare la fretta e le singolarità, ma tenere invece presente il fine prestabilito ed anche la possibilità di realizzare un risultato esteticamente apprezzabile.

Lettera J

 
 

Lettera K

 
 

Lettera L

Laparotomia
La laparotomia è una azione chirurgica con la finalità di aprire la cavità addominale per raggiungere le formazioni anatomiche contenute al suo interno. Vengono effettuate incisioni e aperture diversificate a seconda della collocazione delle strutture da raggiungere e della finalità chirurgica. Le laparotomie più comuni sono le seguenti (vedi figura):
  1. Sottocostale: mono o bilaterale. Effettuata per raggiungere il fegato e le vie biliari
  2. Transrettale: che attraversa il muscolo retto dell'addome
  3. Pararettale: che viene effettuato sul margine esterno del muscolo retto dell'addome
  4. MacBurney: effettuata per raggiungere il ceco e l'appendice
  5. Pfannestiel: effettuata a fini estetici, per raggiungere gli organi del piccolo bacino
  6. Ombelico-pubica: che va dall'ombelico al pube. Effettuata per raggiungere gli organi pelvici
  7. Xifo-pubica: di grande ampiezza. Viene effettuata per esporre tutti gli organi addominali
  8. Xifo-ombelicale: effettutata per raggiungere gli organi sottodiaframmatici (stomaco, fegato, milza)

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Linfadenectomia
Operazione chirurgica che prevede l'asportazione di una ghiandola linfatica per motivi diagnostici o curativi.

Lettera M

 
 

Lettera N

 
 

Lettera O

Ollier
Sistema non modulare di divaricazione autostatica con doppio punto di fissaggio al letto operatorio. Si compone di due paletti non sterili da applicare al letto, di due ganci sterili da applicare in cima ai due paletti al di sopra della teleria e di un divaricatore vero e proprio, provvisto di angolo variabile di divaricazione e di doppia catena di aggancio.
Omnitract
Sistema modulare di divaricazione autostatica con punto singolo di fissaggio al letto operatorio.
Composto da una barra verticale da applicare alle barre laterali del letto chirurgico (fig. 1), possiede un braccio orizzontale da applicare al precedente (fig.2). Al braccio orizzontale si applicano due ulteriori bracci angolati (fig. 3), ai quali si applicano le spatole (figg. 5-8) attraverso morsetti appositi (fig. 4).
Le spatole possono avere forme ed impieghi molto differenti e ne esistono di vari tipi. Nelle immagini sottostanti ne vengono rappresentati solo una minoranza
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Fig. 1
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Fig. 2
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Fig. 3
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Fig. 4
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Fig. 5
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Fig. 6
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Fig. 7
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Fig. 8

Lettera P

Pinza REB
Pinza metallica, imbustata separatamente, che consente il confezionamento rapido di una borsa di tabacco attorno ad un viscere cilindrico (esofago, digiuno/ileo, colon). Viene usata in abbinamento ad aghi retti di monofilamento sintetico, ad un enterostato ed al bisturi.
Sequenza d'impiego:
  1. Pinza REB
  2. Aghi retti (da montare su un portaghi)
  3. Enterostato retto controlaterale
  4. Bisturi
  5. Tampone disinfettante
Pleurectomia
Intervento chirurgico consistente nell'asportazione di porzioni più o meno estese di pleura. Viene attuato principalmente in caso di tumori primitivi della pleura (mesotelioma maligno) che non abbiano ancora infiltrato i tessuti sottostanti. L'incisione segue il decorso di uno degli spazi intercostali o di una costola, di preferenza sul quinto, estendendosi dalle vertebre toraciche per arrivare allo sterno. Quindi la parete toracica viene aperta, arrivando alla pleura parietale, che viene scollata dalla parete toracica. Successivamente, in caso di chirurgia radicale, il blocco unico formato dal polmone con la sua pleura viene separato dagli altri organi del torace eccetto che in corrispondenza del peduncolo vasculo-bronchiale, e si procede con la decorticazione della pleura, lasciando il parenchima polmonare avvolto solo dalla pleura viscerale. A questo punto si effettuano lavaggi del cavo pleurico con antibiotico, e si lascia nella cavità un tubo di drenaggio, che ha lo scopo di mantenere vuota la cavità pleurica e di monitorare l'eventuale emorragia pleurica (emotorace).
Pleurectomia radicale
Unita alla pneumonectomia, era l'intervento più usato in passato per il trattamento del mesotelioma maligno, gravato però da alti tassi di morbilità e mortalità.
Pleurectomia parietale
è l'intervento oggi preferito nei casi di mesotelioma maligno, che non ha intento curativo, ma che mira ad impedire il riformarsi del versamento pleurico, caratteristico di questa malattia e molto invalidante. Tale intervento ha risultati, in termini di sopravvivenza, sovrapponibili a quelli della pleurectomiaradicale, senza però le sue complicanze.
Pleurectomia toracoscopica
Tecnica mininvasiva utilizzabile nella terapia dello pneumotorace spontaneo ricorrente.
Presidiato
Tutto il materiale generico occorrente all'esecuzione dell'intervento chirurgico. Tra il presidiato si annoverano:
  • Siringhe, con e senza ago ipodermico
  • Aghi ipodermici singoli
  • Aspiratori e Cannule
  • Loops colorati di repertazione
  • Copritelecamere
  • Strisce adesive
  • Drenaggi di varie fogge e materiale
  • Trocar di varie misure e caratteristiche
  • Sacchetti
  • Teli adesivi
Porth-a-Cat
Presidio totalmente impiantabile, impiantato in pazienti per i quali e prevista la chemioterapia antitumorale. Il presidio è composto da diversi elementi suddivisi in due confezioni sterili. All'interno delle confezioni sono presenti delle etichette adesive che vanno consegnate al chirurgo operatore che li include nella documentazione.
Prova pneumostatica
Test che viene effettuato dopo la asportazione di un segmento, di un lobo, o di un intero campo polmonare, al fine di controllare il volume delle perdite aeree. Consiste nel versare nel cavo pleurico Sol. Fis. calda sufficiente a coprire il margine di resezione bronchiale. In questo modo è possibile osservare la generazione di bolle aeree e valutarne l'ammontare. Dopo la prova, la soluzione viene aspirata.
Viene eseguita anche in occasione di resezioni del retto, per valutare la tenuta dell'anastomosi, sia per interventi open o videoassistiti. Il materiale occorrente è il seguente:
  1. Un catetere di Foley da 22-24 CH
  2. Una siringa da 20 ml. per cuffiare il palloncino del catetere
  3. Un siringone da 60 ml per insufflare aria attraverso il catetere

Lettera Q

 
 

Lettera R

 
 

Lettera S

Scheletrizzazione
Deconnessione di un viscere/organo, dalla rete di irrorazione sanguigna (venosa e arteriosa), linfatica e nervosa.
Strumentario
Tutto lo strumentario imbustato o non collocato in container
Suturatrici
Macchine in grado di applicare suture in modo automatico e rapido. Ne esistono di varie forme e finalità, ma in linea generale si possono dividere in due grandi categorie:
  • Suturatrici, dove l'unica funzione garantita è la applicazione di punti di sutura
  • Cuci e Taglia, dove vengono applicati i punti di sutura e successivamente viene sezionato il tessuto posto tra due linee di sutura.
La seconda grande suddivisione prevede l'identificazione di:
  • Suturatrici lineari, in cui la/le linee di sutura seguono un andamento rettilineo o curvilineo
  • Suturatrici circolari; in cui la linea di sutura descrive un cerchio
La terza grande suddivisione prevede l'identificazione di:
  • Suturatrici ricaricabili, con le quali è possibile applicare diverse suture/sezioni, cambiando la sola parte suturante dell'intera macchina
  • Suturatrici non-ricaricabili, con le quali è possibile applicare solo una sutura/sezione
La quarta grande suddivisione prevede la identificazione di:
  • Suturatrici da chirurgia mininvasiva
  • Suturatrici da chirurgia open
 
 

Lettera T

Tachosil
Materiale biologico, riassorbibile, emostatico da applicare su aree parenchimatose (epatiche, spleniche, polmonari, renali ed altre) per contenere perdite emetiche diffuse e favorire la cicatrizzazione. Tipicamente si presenta come un rettangolo di materiale spugnoso con la superficie attiva di colore giallo.
L'impiego in chirurgia open prevede che la superficie gialla vada appena inumidita e applicata al più presto sull'area interessata, che deve essere stata tamponata appena prima della applicazione del Tachosil. Sul frammento di Tachosil, va applicato un guanto di lattice, a sua volta compresso da una flanella di garza.
L'impiego in chirurgia mininvasiva prevede le seguenti procedure:
  1. Tagliare il Tachosil secondo le indicazioni del chirurgo
  2. Inserire il frammento di Tachosil all'interno di una striscia di lattice prelevato dalla manichetta di un guanto sterile senza polvere
  3. Arrotolare la striscia di lattice con il Tachosil al suo interno
  4. Il chirurgo inserisce il Tachosil protetto all'interno del trocar per entrare in cavità
  5. All'interno il chirurgo si aiuta con due Johannes ad estrarre il Tachosil e sistemarlo nell'area voluta
  6. Subito dopo applica il frammento di lattice sula parte neutra del Tachosil e sul lattice preme una garza per favorire l'adesione del Tachosil
  7. Estrazione del lattice
Teleria
Tutto il materiale sterile adibito all'allestimento del campo operatorio ed alla delimitazione dell'area chirurgica. La Teleria è disponibile in pacchi preconfezionati composti da fogge diverse di teli e prevedono teleria anche per l'allestimento del carrello servitore.
Il Set Universale tipico della specialità di Chirurgia Generale e Toracica è così composto:
  • 7 telini per asciugatura delle mani
  • 1 camici per Assistente Chirurgico senza rinforzi e impermeabilizzazione
  • 2 camici per chirurgo con rinforzi e impermeabilizzazione
  • 1 striscia adesiva cartacea
  • 1 Sacco di Mayo per il carrello servitore
  • 1 prolunga-scivolo
  • 2 teli piccoli con adesivo
  • 1 telo grande con adesvo per la parte podalica del campo chirurgico
  • 1 telo grande con adesivo e asole per la parte craniale del campo chirurgico
Il Set Universale è confezionato all'interno di due teli porosi e sigillato in singola busta plastica ed è provvisot di etichette adesive indicanti data di produzione, data di scadenza, lotto e identificativo di tipologia.
La teleria imbustata è inserita in doppia busta con etichetta adesiva indicante data di produzione, data di scadenza, lotto e identificativo di tipologia.
 
 

Lettera U

 
 

Lettera V

VacPAk
Cuscino a depressione per immobilizzazione del paziente. Da applicare quando siano previste mobilizzazioni in corso di intervento chirurgico.
 
 

Lettera W

Washing peritoneale
Pratica che consiste nel versare un quantitativo di soluzione fisiologica (200 ml. circa) nel cavo peritoneale, al fine di lavare il cavo peritoneale. Il successivo prelievo del liquido, viene eseguito al fine di reperire eventuali cellule metastatiche migrate nelperitoneo.
Dopo il prelievo del liquido, questo viene mescolato con alcool diluito in pari quantità.

Lettera X

 
 

Lettera Y

 
 

Lettera Z

 
 

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