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Strumentista di Sala Operatoria

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Strumenti

In questa pagina sono elencate solo alcune decine di strumenti impiegati nella chirurgia ortopedico/traumatologica. L'elencazione completa è pressoché impossibile e vengono mostrati gli strumenti di maggiore impiego.
La descrizione di ogni singolo strumento è indicativo e non vincolante.

È molto importante conoscere gli strumenti che vengono allestiti sul carrello chirurgico. È importante conoscere il nome, le varianti, le misure e le dimensioni. Soprattutto è importante conoscerne il loro impiego nelle varie fasi di un intervento chirurgico. Questo consente di mantenere un ordine vero e proprio sul carrello ed un ordine mentale relativo all'intervento in esecuzione.
Vediamo ora di analizzare questi strumenti uno ad uno.

Elenco degli strumenti e descrizione
Strumento e Descrizione
manico bisturiManico Bisturi
Questo è lo strumento impiegato per tagliare la cute ed altre formazioni anatomiche, permettendo di raggiungere le formazioni anatomiche sottostanti o per asportarne alcune parti. Può essere di varie forme e dimensioni, in grado di montare le diverse tipologie di lame. Possono essere lunghi, corti o angolati.
Per la pericolosità potenziale di questo strumento, non deve essere mai manipolato senza averne il controllo e non va lasciato libero sul campo chirurgico.
Forbici StandardForbici standard
Questo è uno strumento da taglio e può avere lunghezze diverse (16, 20, 24 cm.) per agire a profondità differenti. Possono essere rette o curve ed avere lunghezze differenti delle lame. Vengono impiegate per sezionare strutture anatomiche robuste e per tagliare i fili di sutura od altro materiale.
È uno strumento potenzialmente pericoloso e non va azionato senza averne un controllo diretto. Data la delicatezza della lama, non devono essere impiegate per usi impropri o per tentare di tagliare strutture che richiedono strumenti più specifici (fili metallici).
Forbici da dissezioneForbici da dissezione
Sono strumenti da taglio impiegati per sezionare strutture anatomiche delicate e verso le quali applicare il minor traumatismo possibile. Sono strumenti di precisione e di una certa delicatezza per cui è proibito un uso improprio.
Possono avere lunghezze differenti (16, 20, 22 cm.) e robustezza diversificata in base agli impieghi previsti. Possono essere rette o curve e con lunghezze diverse delle lame.
Pinze di AdsonPinze di Adson - Anatomiche
Le pinze di Adson anatomiche sono pinze di manipolazione molto sottili e delicate e data la loro lunghezza di appena 12 cm. sono pinze adatte a manipolazioni su strutture sottili e delicate. Consentono manovre di precisione e sono altamente indicate nella chirurgia della mano e del piede. Sono pinze delicate che rischiano di rovinarsi a seguito di un uso improprio.
Pinze di AdsonPinze di Adson - Chirurgiche
Questa variante della pinza di Adson è provvista di estremità dentate che consentono alla pinza di essere impiegata nella chirurgia delle fratture delle ossa di mani e piedi. Con queste il chirurgo può manipolare i frammenti più piccoli in corso di riduzione e sintesi di fratture di ossa del polso, di metacarpi e metatarsi e delle falangi.
Divaricatore di BeckmanDivaricatore autostatico di Beckman
Il divaricatore autostatico di Beckman viene impiegato per mantenere aperte le ferite senza costringere il chirurgo a farlo con le proprie mani. Ha un raggio di apertura modulabile e le branche posso essere flesse per adattarsi al campo chirurgico sul quale viene impiegato. I rebbi delle due estremità possono essere più o meno profondi, appuntiti o smussi. Non è indicato per mantenere divaricate ferite profonde.
Divaricatore autostaticoDivaricatore autostatico
Questo tipo di divaricatore autostatico applica una forza molto maggiore sui bordi della ferita, rispetto al Beckman e viene per lo più impiegato nell'accesso all'articolazione coxo-femorale per l'esecuzione di endo e artro-protesi (vedi). Il suo posizionamento deve tenere conto del lato dell'anca da operare.
Pinza afferra-tendiniPinza afferra-tendini
Questo strumento viene impiegato negli interventi in cui sia necessario ripescare il moncone prossimale di un tendine reciso che sia risalito (vedi). Viene inserito nella loggia tendina e fatto risalire fino a che riesca a "riacciuffare il tendine", poi viene estratto trascinando quindi il moncone tendineo, che verrà poi bloccato e suturato.
Pinza anatomicaPinza anatomica
La pinza anatomica è la classica pinza impiegata per manipolare atraumaticamente i tessuti molli. Può essere sottile, grossa, corta, media o lunga e la scelta di queste varianti viene effettuata in base alle finalità chirurgiche ed alla profondità in cui agisce il chirurgo.
Pinza chirurgicaPinza chirurgica
La pinza chirurgica è la classica pinza impiegata per afferrare saldamente e manipolare tessuti di grande resistenza e durezza, come cute, fasce muscolari, tendini, ossa, periostio. Possono essere sottili, grosse, lunghe, medie e corte e data la presenza dell'estremità dentata, questo strumento è molto traumatico nei confronti di tessuti delicati come vasi, nervi, muscoli.
Pinza di CodivillaPinza di Codivilla
Si tratta di una pinza da presa, particolarmente indicata per tessuti molto coriacei come il periostio, lo struma mammario, la cute. In Ortopedia e Traumatologia viene impiegata per lo più come pinza da riduzione o pinza per aprire i lembi cutanei di una ferita chirurgica. Date le proprie caratteristiche, è una pinza potenzialmente traumatica per i tessuti del paziente e per gli operatori che la maneggiano.
Fissatelo atraumaticoFissatelo atraumatico
Strumento unicamente impiegato per fermare la teleria che compone il campo chirurgico e per bloccare cavi e tubature che altrimenti potrebbero scivolare e cadere.
Pinza di KocherPinza di Kocher
È la pinza di uso comune in chirurgia e in Ortopedia e Traumatologia. Ha usi molto vari e per via della sua robustezza e grande presa sui tessuti, viene impiegata per afferrare saldamente i tessuti di maggior resistenza (fasce muscolari, frammenti ossei).
Possono essere curve o rette, lunghe o corte ed il loro uso è limitato a causa del forte traumatismo arrecato ai tessuti.
Pinza di RochesterPinza di Rochester
È una pinza da emostasi, robusta, lunga (20-24 cm.), curva o retta, che viene usata per clampare ampie aree di tessuto nel quale siano annidati dei vasi sanguigni da sezionare. È una pinza dai molti impieghi, anche su tessuti relativamente delicati.
Mosquito dentateMosquito dentate
Sono pinze da emostasi e da presa di piccole dimensioni (10-12 cm.), curve o rette, che vengono impiegate principalmente per interventi sulla mano e sul piede. Il loro limitato traumatismo permette il loro impiego anche su strutture relativamente delicate come i tendini e le aponeurosi. Sono pinze delicate che possono rovinarsi per un uso improprio.
Portaghi PortaghiPorta-aghi
Sono strumenti indispensabili per suturare i tessuti ed il loro uso è specifico. La lunghezza dello strumento varia a seconda delle esigenze e delle profondità da raggiungere. Per la chirurgia di mano, polso, piede e caviglia è indicato un porta-aghi corto, mentre per la chirurgia delle ossa maggiori, collocate in profondità, è più indicato un porta-aghi più lungo.
BasketBasket
Strumento per artroscopia (ginocchio, spalla) in grado di asportare piccoli frammenti di tessuti, come da un menisco lesionato. Ne esistono di diverse grandezze, rette, curve a destra o a sinistra. È una pinza di una certa fragilità che va impiegata con delicatezza.
Forbici artroscopicheForbici artroscopiche
Anche questo è uno strumento per artroscopia in grado di sezionare le strutture sottoposte alla sua azione. Può essere di diverse grandezze, rette, curve a destra o a sinistra. È uno strumento delicato e facilmente usurabile.
Palpatore artroscopicoPalpatore artroscopico
È uno strumento per artroscopia impiegato per valutare le condizioni delle strutture intraarticolari come legamenti, menischi, cartilagine, ecc. Può avere l'uncino di diverse lunghezze.
GrasperGrasper
È uno strumento per artroscopia in grado di afferrare e manipolare le strutture intraarticolari. Viene spesso impiegato per gli interventi di ricostruzione della cuffia dei rotatori (vedi) o per l'instabilità di spalla (vedi) dove sia necessario afferrare i fili previsti per questi interventi.
Pinza da presaPinza da presa
È uno strumento per artroscopia in grado di afferrare il menisco lesionato, per poi essere asportato. Può essere impiegato anche per afferrare eventuali corpi mobili all'interno dell'articolazione.
SpatoleSpatole
Questi strumenti sono impiegati per divaricare le strutture molli per accedere ad una struttura sottostante (in questo caso ossa e articolazioni). Non sono strumenti autostatici e richiedono una certa forza per ottenere la massima efficacia da essi. Possono avere larghezze e lunghezze differenti ed anche il manico può avere forme differenti. Solitamente in un carrello di strumenti ne vengono allestite diverse misure anche in base all'intervento da eseguire.
Spatola di DavisSpatola di Davis
Sono delle spatole molto sottili e delicate adeguate e ideali per la chirurgia della mano e del piede. Ogni spatola ha due misure della valva, una piccola ed una leggermente più ampia.
Spatole di FarabeufSpatole di Farabeuf
Sono spatole ideali per la chirurgia di polso, caviglia, gomito e sono provviste di valve di ampiezza leggermente diversa. Sono fornite in coppia per un totale di quattro valve di ampiezza diversa.
Spatoline di SennSpatoline di Senn
Sono spatole piccole, simili alle Davis ma provviste di due tipi diversi di valva, una unica e l'altra a uncino multiplo. Questa seconda tipologia viene impiegata su strutture delicate che non debbono essere traumatizzate dalla trazione. Possono avere le estremità appuntite o smusse.
Spatole di SofieldSpatole di Sofield
Set di spatole molto simili alle Farabeuf ma con una vasta gamma di valve a diversa lunghezza. L'intero set ne rende disponibile una dozzina. Ideali per un gran numero di applicazioni.
Uncino di VolkmannUncino di Volkmann
Questo strumento viene impiegato diversamente in base alla sua morfologia. Può avere corde di maggiore o minor ampiezza in base alle aree anatomiche in cui sia necessario il suo impiego. Uncini di corda ampia vengono impiegati su ossa di grandi dimensioni come il femore, l'omero o la tibia. Uncini più piccoli vengono impiegati su ossa di dimensioni minori.
Ne esistono di appuntiti e di smussi e vengono impiegati come mezzi di riduzione per richiamare l'osso verso l'esterno e favorire l'applicazione delle pinze da riduzione vere e proprie. La variante appuntita è uno strumento potenzialmente pericoloso per strutture anatomiche ed operatori e va usata con grande cautela.
Leve di HohmannLeve di Hohmann
Le leve sono strumenti impiegati per esporre strutture profonde, facendo leva sulla struttura stessa da esporre. Sono strumenti che esprimono molta forza sulle strutture sottoposte alla loro azione e la loro forma e dimensione è quanto mai diversificata in base alle finalità da raggiungere.
Possono essere piccole, medie e grandi, strette o larghe, appuntite o smusse. In linea generale le leve lunghe esprimono molta forza una volta applicate ed azionate. Le leve larghe espongono maggiormente e vengono impiegate contro strutture delicate che potrebbero danneggiarsi con leve più strette.
Sul carrello chirurgico ne vengono generalmente allestite diverse in base al tipo di intervento che si deve compiere.
Leva di FukudaLeva di Fukuda
Questa leva atraumatica viene impiegata nella chirurgia open della spalla. L'ampio foro presente, serve ad abbassare la testa dell'omero per esporre la glenoide.
LambotteLambotte
Strumento adatto alla riduzione delle fratture delle ossa maggiori, particolarmente femore e tibia. Dotata di cremagliera amovibile, esprime una grande forza sui monconi ossei che possono essere mobilizzati con relativa facilità. Data la conformazione del morso, è uno strumento fortemente traumatico che va usato con molta cura. Deve essere consegnato al chirurgo con la cremagliera aperta e solitamente viene usato in coppia con un altra Lambotte di dimensioni uguali.
Pinza di UlrichPinza di Ulrich
Anche questa è una pinza da riduzione con minor potere traumatico. È dotata di vite di bloccaggio per mantenere la posizione e di molla che mantiene la pinza aperta. Viene consegnata al chirurgo con la vite di bloccaggio completamente svitata ed in genere ne viene usata una seconda per le manovre di riduzione.
Pinza di VerbruggePinza di Verbrugge
Anche questa è un ulteriore pinza da riduzione che può avere dimensioni varie per poter essere applicata su ogni tipo di osso. È provvista di vite di bloccaggio o di lunga cremagliera. Deve essere consegnata aperta al chirurgo e di solito ne viene usata una seconda per le manovre di riduzione.
Pinza da riduzionePinza da riduzione
Questa pinza da riduzione viene usata per bloccare frammenti di osso in corso di riduzione di una frattura complessa. Non viene impiegata per mobilizzare i monconi ossei, quanto per bloccare frammenti già ridotti o la frattura stessa, in attesa di applicare il mezzo di sintesi prescelto. Le punte che caratterizzano questa pinza, impongono il suo uso sulle corticali ossee, mentre non vengono solitamente impiegate su frammenti di osso spongioso, per evitare di perforarlo. È sempre bene averne a disposizione almeno due.
Pinza da riduzione periarticolarePinza da riduzione periarticolare
Similmente alla precedente, questa pinza viene applicata ai frammenti di una frattura già ridotta, per mantenerli in posizione in attesa di fissazione. La caratteristica principale è la presenza di sferette antisfondamento in prossimità delle punte. Ciò fa si che possano essere applicate anche su osso spongioso. L'ampiezza delle branche della pinza permette di effettuare delle riduzioni anche esterne alla ferita stessa. È una pinza provvista di vite di bloccaggio che deve essere del tutto svitata al momento di consegnarla al chirurgo.
Scolla-periostioScolla-periostio
Questo è uno degli strumenti più impiegati in traumatologia ed è indispensabile per consentire l'applicazione di placche. La sua funzione è di deperiostare l'osso. Ne esistono di varie forme e dimensioni. La larghezza della lama può andare da 3 mm. a 20 a seconda delle esigenze. Il margine anteriore è tagliente e può essere pericoloso. È anche uno strumento la cui lama può danneggiarsi per un uso improprio.
ListonListon
È uno strumento in grado di tagliare l'osso. Viene impiegato per sezionare ossa piccole come falangi, coste, sterno. Viene impiegato per regolarizzare l'osso a seguito di amputazioni traumatiche. È uno strumento tagliente che deve essere usato con cautela sia per evitare danni a operatori e pazienti, ma anche per evitare che le lame vengano danneggiate.
Ossivora di LuerOssivora di Luer
Questo strumento viene impiegato per asportare parti di osso. Le quantità di osso asportate dipendono dall'ampiezza del morso. Ne esistono di varie dimensioni e forme. Possono essere rette o curve, sottili, angolate, lunghe, corte e la scelta è determinata dalla specifica finalità momentanea.
È uno strumento da taglio potenzialmente pericoloso e va impiegato con cautela. È importante evitare il danneggiamento dei bordi taglienti con un uso improprio.
Ossivora di RuskinOssivora di Ruskin
A differenza dell'ossivora di Luer, questa ha in aggiunta un leveraggio particolare che permette di applicare maggior efficacia (circa il doppio) a parità di sforzo. Le caratteristiche di lunghezza e ampiezza del morso, sono del tutto simili alla precedente.
MartelloMartello
Il martello viene impiegato in abbinamento ad altri strumenti come chiodi, scalpelli, sgorbie, battitori. Le dimensioni ed il peso vengono diversificati in base alle finalità perseguite. Deve essere consegnato al chirurgo il martello di giuste dimensioni, in quanto l'azione potrebbe essere insufficiente o pericolosa.
CuretteCurette
La curette è uno strumento che serve per raschiare delle superfici ed asportare del materiale biologico posto sulle medesime. Ne esistono di diverse lunghezze e di diverso diametro del cucchiaio. Possono anche avere l'estremità ricurva per agire su aree irraggiungibili con la variante retta. È uno strumento provvisto di bordi taglienti che potrebbe arrecare danno sull'area su cui agisce od all'operatore che lo impiega.
ScalpelloScalpello
Lo scalpello è uno strumento da taglio che viene usato per incidere l'osso ed asportarne delle parti. Può essere di lunghezza diversa e di lama di larghezza variabile (4-20 mm.). Viene per lo più impiegato in abbinamento con il martello.
Essendo uno strumento da taglio è potenzialmente pericoloso per il paziente e per l'operatore che lo usa. La lama potrebbe essere danneggiata a causa di un uso improprio e perdere la sua efficienza. La perdita di affilatura costringe il chirurgo ad usare il martello con più violenza, aumentando la pericolosità potenziale. Normalmente devono essere allestiti in container in cui sia prevista la protezione della lama ed una volta impiegati, devono essere riposti in modo da non arrecare danni accidentali allo strumentista.
SgorbiaSgorbia
Si tratta di uno scalpello la cui lama non è retta ma incurvata in modo che la sua azione crei un solco ed è proprio questa la sua funzione, modellare l'osso che viene sottoposto alla sua azione. Anche per la sgorbia valgono le cose dette a proposito si scalpello.
Sega del GigliSega del Gigli
La sega del Gigli è uno strumento impiegato per segare l'osso quando non sia possibile usare una sega a lama rigida. Si compone della sega vera e propria a forma di filo dentato, con le due estremità ad anello e da due manici uncinati a cui si agganciano gli anelli della sega stessa.
La sega viene fatta passare sotto all'osso da segare e poi agganciata ai due manici e con movimento reciproco, viene fatta scorrere sulla superficie ossea che viene progressivamente incisa e tagliata. Durante l'azionamento l'osso va bagnato con soluzione fisiologica per evitare l'ustione del moncone osseo.
RaspaRaspa
Strumento abrasivo impiegato per regolarizzare la superficie ossea quando sia necessario. Dopo la sua azione produce molti residui ossei che vanno asportati con un lavaggio di Sol. Fis. Ne esistono di varie dimensioni, forme, superficie abrasiva per gli usi più vari. Per via della loro azione abrasiva, possono arrecare danno a tessuti delicati ed all'operatore che lo impiega; inoltre la sua superficie abrasiva può conservare residui ossei difficili da asportare con un normale lavaggio. Prima di reinserirla all'interno di un container, deve essere verificata l'assoluta pulizia.
BattitoreBattitore
Il battitore è uno strumento che consente di comprimere del materiale in un pertugio o di modificare l'assetto del medesimo quando sia necessario. Ne esistono di varie forme e dimensioni e la superficie battente può avere svariate ampiezze. È uno strumento solitamente impiegato insieme al martello.
Perforatore manualePerforatore manuale
È uno strumento in grado di perforare l'osso e creare dei fori attraverso i quali far entrare mezzi di sintesi di vario genere. Può avere dimensioni e forme differenti in base alle specifiche finalità e può essere impiegato in associazione al martello.
Trattandosi di uno strumento appuntito è potenzialmente pericoloso per l'operatore e per il paziente, imponendo un uso oculato. L'uso improprio può lesionare la punta dello strumento e diminuire la sua efficacia.
Punte elicoidaliPunte elicoidali
Sono strumenti impiegati in associazione ad un trapano (elettrico o menuale) per praticare dei fori nell'osso. Il loro tipico impiego è quello attuato per inserire delle viti od altri mezzi di sintesi ad avvitamento od a pressione. Ne esistono di varie lunghezze e diametri per usi specifici. Sono solitamente inclusi all'interno di raccoglitori metallici o di altro materiale.
Essendo strumenti appuntiti e rotanti, possono essere pericolosi per pazienti ed operatori. Lo strumentista attuerà tutte le manovre di sicurezza per evitare di ferirsi o di ferire gli operatori, specialmente quando le punte siano applicate a trapani elettrici.
La filettatura elicoidale ha margini taglienti ed un uso prolungato può causare una perdita di efficienza, specialmente nell'azione perforante. Per questo motivo è richiesta una frequente sostituzione.
CentrapunteCentrapunte
È uno strumento molto utile nel momento in cui si deve effettuare un foro in un osso per poi inserirvi la vite. Evita che la fresa elicoidale sfugga e permette di applicare con precisione la vite nel punto voluto. Molto utile per viti interframmentarie.
Misuratore di profonditàMisuratore di profondità
È uno strumento indispensabile per valutare la profondità di un foro praticato nell'osso in funzione di inserire una vite bicorticale, ovvero che comprenda sia la prima che la seconda corticale. Una volta praticato il foro, viene inserito il misuratore e viene agganciata la seconda corticale, quindi si fa scorrere il misuratore e poi si estrae dal foro, potendo quindi leggere la lunghezza della vite da inserire.
GiraviteGiravite
Strumento indispensabile per poter avvitare la vite nel foro appena praticato nell'osso. Può essere provvisto di un manico per avvitare manualmente la vite, oppure essere applicato ad un avvitatore per inserire elettricamente la vite. La punta può essere a croce od esagonale per le relative viti e la punta può avere diametri differenti per viti di diametri differenti, come mostrato in figura
Mandafilo a manoMandafilo a mano
È uno strumento impiegato per inserire manualmente dei fili di Kirschner in un osso. È provvisto di una chiave per stringere saldamente il filo ed ha il corpo principale cannulato per poter far scorrere il filo al suo interno.
Fili di KirschnerFili di Kirschner
Il filo di Kirschner è uno dei presidi chirurgici ortopedico-traumatologici di maggior flessibilità e impiego. È un filo di acciaio di grande resistenza, provvisto di una o di entrambe le estremità appuntite, di vario calibro e lunghezza, che si adatta ad essere un mezzo di sisntesi vero e proprio, ma anche uno strumento per la riduzione temporanea di fratture complesse. Può essere introdotto manualmente o elettricamente con l'uso di un trapano o di un mettifilo manuale e può essere modello per ottenere riduzioni e sintesi di grande solidità pur non richiedendo spesso l'apertura del focolaio di frattura.
È uno strumento appuntito e per questo potenzialmente pericoloso per pazienti ed operatori.
Pinza piega-filiPinza piega-fili
Strumento necessario a ripiegare i fili di Kirschner od i fili di acciaio impiegati per i cerchiaggi ossei. Possono avere dimensioni e forme assai diverse. Sono strumenti che vengono spesso usati in coppia con un altro strumento piegafili e spesso sono dotati anche di una parte in grado di tagliare il filo ripiegato.
Pinza universalePinza universale
È uno strumento spesso impiegato per estrarre dei fili guida dopo l'alesatura, per ripiegare dei fili di Kisrschner o per attorcigliare i fili di acciaio chirurgico. Sono provviste di due lame che possono tranciare un filo di acciaio. Come illustrato dalla figura, hanno forma e dimensioni diverse in base all'impiegao.
TroncheseTronchese
La tronchese è uno strumento impiegato per tagliare i fili di acciao. Possono avere forme e dimensioni diverse. Possono essere rette o angolate. È uno strumento potenzialmente dannoso, in grado di arrecare danno accidentale all'operatore. È necessario avere diversi tipi di tronchese in relazione al diametro del filo da tagliare, in quanto un uso improprio può danneggiare le lame dello strumento.
Mano di piomboMano di piombo
Si tratta di un presidio utile per la chirurgia della mano, ove sia richiesto che le dita siano in posizione estesa (aponeurectomia palmare, tenorrafia). La mano di piombo è malleabile e si adatta alle esigenze del chirurgo, ma deve essere riadattata una volta impiegata.
Aghi di DechampsAghi di Dechamps
Gli aghi di Dechamps sono impiegati per effettuare dei cerchiaggi periossei sia con normali fili di sutura che con fili di acciaio chirurgico. Sono provvisti di asola alla estremità ed a seconda della necessità chirurgica può essere impiegato l'ago sinistro o quello destro. Il primo può essere azionato con andamento sinistra-destra, il secondo con andamento destra-sinistra.
Possono avere dimensioni differenti in base all'osso da circondare e possono avere estremità smussa o appuntita.
Sonda scanalataSonda scanalata
Strumento composto da un manico e da un asta lungo la quale è scavato un solco. Viene applicato al di sotto di fasce e strutture legamentose per poi procedere alla loro incisione seguendo il solco. In questo modo si protegge il tessuto sottostante ottenendo una sezione assolutamente rettilinea. È uno strumento spesso impiegato nella liberazione del nervo mediano al carpo.

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