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Frattura della diafisi omerale

In questa pagina sono esposte delle indicazioni generiche riguardanti strumentario e svolgimento dell'intervento. Il lettore è quindi invitato a considerare questa come una linea guida sulla quale adattare il singolo caso e le abitudini procedurali e tecniche della propria realtà operativa.

Le fratture diafisarie di omero possono assumere tre caratteristiche principali:

  • fratture semplici, divise poi ulteriormente in fratture a spirale, oblique e trasverse
  • fratture a cuneo, in cui è presente un terzo frammento che può essere a spirale, a cuneo semplice o frammentato a sua volta
  • fratture complesse, a loro volta divise in fratture a spirale, segmentali (ovvero un intero segmento omerale è indipendente) o irregolari per la presenza di numerosi frammenti di difficile gestione
Classificazione delle fratture
Il trattamento può essere alquanto differenziato e il chirurgo può trattare il singolo caso con la semplice inserzione di fili metallici, con l'applicazione di una placca diafisaria, o con l'infissione di un chiodo endomidollare. Tratterò della applicazione di una placca diafisaria e della introduzione di un chiodo endomidollare

Applicazione di una placca diafisaria

1. Strumenti

2. Garze ?

  • Flanelle laparotomiche
  • Garze 10x10

3. Teleria ?

  • Teleria che consenta l'isolamento dell'intero arto superiore e tutta la spalla
  • Copri amplificatore di brillanza

4. Fili Sutura e Lame ?

  • Lama da 10
  • Suture per la chiusura dei piani muscolari e fasciali e della cute

5. Presidiato ?

  • Aspiratore
  • Siringa da 60 ml. per il lavaggio della sede chirurgica
  • Vesseloop da 3 mm. per la repertazione del nervo radiale e dei vasi principali
  • Stockinet per coprire l'avambraccio

6. Annotazioni

  • Dato l'uso prolungato dell'amplificatore di brillanza, si raccomanda l'impiego dei presidi di radioprotezione o di allontanarsi dall'area, dietro apposite barriere piombate

7. Letto e Posizioni

  • Posizione semiseduta sul bordo del letto. Testa ben fissata.
  • Arto da operare appoggiato ad apposito ripiano
  • Controtrazione da applicare al torace

8. Descrizione dell'intervento

  1. Dopo l'allestimento del campo chirurgico, il chirurgo procede ad incidere sul solco tra il muscolo bicipite e tricipite
  2. Procede a divaricare i muscoli ed a repertare il nervo radiale su vesseloop
  3. Giunto sul focolaio di frattura, procede ad esporlo con spatole e leve di Hohmann, impiegando anche un divaricatore autostatico di Adson. Poi procede alla pulizia ed alla rimozione dell'ematoma
  4. Distacco del periostio sull'area di applicazione della placca, impiegando apposito scollaperiostio
  5. Esegue la riduzione della frattura impiegando delle apposite pinze come Verbrugge, Lambotte o Ulrich
  6. Se è necessario fissare prima un frammento solitario, procede ad inserire una vite interframmentaria (perforatore adeguato alla vite richiesta, misuratore della vite e giravite)
  7. Prova la placca richiesta ed eventualmente la modella con appositi piegaplacche
  8. Procede poi a inserire le due viti di estremità e poi quelle più interne
  9. Al termine procede ad un controllo radioscopico
  10. Conteggio dello strumentario e del garzame
  11. Chiusura della ferita e medicazione

Inserimento di chiodo endomidollare

1. Container ?

  • Base Grande
  • Container specifico del chiodo da inserire

2. Garze ?

  • Flanelle laparotomiche
  • Garze 10x10

3. Teleria ?

  • Teleria che consenta l'isolamento dell'intero arto superiore e tutta la spalla
  • Copri amplificatore di brillanza

4. Fili Sutura e Lame ?

  • Lama da 10
  • Suture per la chiusura dei piani muscolari e fasciali e della cute

5. Presidiato ?

  • Stockinet per coprire l'avambraccio

6. Annotazioni

  • Dato l'uso prolungato dell'amplificatore di brillanza, si raccomanda l'impiego dei presidi di radioprotezione o di allontanarsi dall'area, dietro apposite barriere piombate

7. Letto e Posizioni

  • Posizione semiseduta sul bordo del letto. Testa ben fissata.
  • Arto da operare appoggiato ad apposito ripiano e spalla leggermente sollevata dal piano del letto
  • Controtrazione da applicare al torace

8. Descrizione dell'intervento

  1. Dopo l'allestimento del campo chirurgico, il chirurgo procede ad incidere sulla sommità della spalla
  2. Procede quindi a perforare la sommità della testa omerale in prossimità del trochite
  3. L'uso dell'iniziatore permette di inserire uno strumento cannulato di riduzione della frattura
  4. Sfruttando questo strumento, inserisce il filo quida fino ad oltrepassare la frattura. Vengono effettuati numerosi scatti radioscopici
  5. Applicando un divaricatore autostatico, a protezione della cuffia dei rotatori, procede quindi ad alesare il canale midollare con appositi alesatori
  6. A questo punto procede ad effettuare delle misurazioni per stabilire la lunghezza del chiodo
  7. Il chiodo deve essere montato accuratamente e saldamente sul suo battitore e il chirurgo procede ad inserire il chiodo senza battere
  8. Se il chiodo è provvisto di fori per il bloccaggio prossimale, il chirurgo inserisce le viti impiegando il battitore già collimato con i fori suddetti, impiegando delle apposite cannule di centramento. Per poter inserire le viti di bloccaggio saranno necessari ulteriori incisioni sulla cute
  9. Bloccato prossimalmente il chiodo, il chirurgo procede quindi a bloccarlo distalmente, impiegando gli strumenti messi a disposizione dal produttore del chiodo specifico. Questa fase può richiedere diverso tempo ed numerosi controlli radioscopici
  10. Al termine procede alla chiusura della ferita e viene eseguita la medicazione
Aspetto del chiodo bloccato di omero

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