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Artroprotesi d'anca

In questa pagina sono esposte delle indicazioni generiche riguardanti strumentario e svolgimento dell'intervento. Il lettore è quindi invitato a considerare questa come una linea guida sulla quale adattare il singolo caso e le abitudini procedurali e tecniche della propria realtà operativa.

Strumenti

  • Base Grande
  • Container per protesi
  • Trapano
  • Container dedicati per la protesi indicata.

    Allestire i container dedicati, in base alla indicazione contenuta nella nota operatoria ed eventualmente riferirsi alla documentazione disponibile riguardante i singoli tipi di protesi

2. Garze ?

  • Flanelle x 20
  • Garze x 10

3. Teleria ?

  • Kit Chirurgia Anca

4. Fili Sutura e Lame ?

  • Lame da 20 x 2
  • Aghi di Bassini
  • Fili per la chiusura della cute
  • Fili per la chiusura della fascia
  • Filo per la chiusura del sottocute
  • Filo per fissare il drenaggio

5. Presidiato ?

  • Aspiratore completo
  • Telo adesivo trasparente grande (uno per l'accesso standard) (due per l'accesso mini-invasivo ALMIS)
  • Siringa da 60 ml per il lavaggio dell'area chirurgico
  • Stockinet (se accesso standard) 2 stockinet (se accesso mini-invasivo)
  • Tasca porta strumenti
  • Tasca raccogli liquidi
  • Drenaggio per il recupero ematico post-operatorio (se consigliato) altrimenti drenaggio normale

6. Annotazioni

  • /

7. Letto e Posizioni

  • Letto normale, sia negli accessi normali che miniinvasivi
  • Posizione supina con arto superiore omolaterale alla sede dell'intervento, sollevato su reggibraccio
  • Accesso venoso al braccio controlaterale
  • Se l'intervento ha un accesso miniinvasivo, gli arti inferiori sono liberi e vanno entrambi disinfettati.
  • Se l'intervento prevede un accesso laterale o standard, l'arto controlaterale viene fissato al piano del letto con una fascia
  • In corso di intervento, il piano del letto viene alzato ed abbassato - anche notevolmente - in base alle fasi dell'intervento

8. Descrizione dell'intervento

Artroprotesi montata

L'intervento di Artroprotesi d'anca ha svolgimento diverso a seconda del tipo di accesso, ma sostanzialmente gli strumenti sono i medesimi, almeno per quanto riguarda quelli più generici. Verrà illustrata la tecnica per l'accesso antero-laterale e per l'accesso laterale diretto.

• Artroprotesi d'anca con accesso antero-laterale mininvasivo
Viene eseguito questo intervento per pazienti accuratamente selezionati in base a parametri specifici, come il peso, la massa muscolare, le condizioni articolari e ossee, ecc.
  1. Incisione della cute
  2. Incisione sotto la fascia
  3. Divaricazione del medio gluteo rispetto al tensore della fascia lata
  4. Posizionamento delle leve per l'esposizione della capsula articolare
  5. Incisione ed asportazione della capsula articolare con bisturi e bisturi elettrico
  6. Doppia Osteotomia in situ sul collo femorale con sega oscillante e asportazione del segmento isolato dalle osteotomie
  7. Asportazione della testa femorale con l'aiuto di un succhiello
  8. Riposizionamento delle leve per l'esposizione del cotile
  9. Asportazione dei residui capsulari con bisturi elettrico, pinza coccodrillo, bisturi freddo
  10. Fresatura del cotile con frese dedicate semisferiche, di calibro progressivo.

    Le frese impiegate, vanno riposizionate nello stesso ordine con il quale si sono allestite sul tavolo. Se sono ricolme di materiale osseo, questo va rimosso e conservato per un eventuale reinnesto (escludendo il materiale presente nella prima fresa, dato che si tratta esclusivamente di materiale fibroso e cartilagineo)

  11. Valutazione della condizione ossea cotiloidea ed eventuale inserimento di cotile di prova per testare la tenuta. Eventuale rifresatura del cotile
  12. Impianto del cotile protesico su indicazioni dell'operatore (nota), dopo che sia avvenuto il cambio dei guanti da parte dello strumentista e del chirurgo, impiegando esclusivamente lo strumentario adatto al tipo di protesi scelta dal chirurgo.
  13. Dopo l'innesto del cotile, avviene la valutazione della stabilità primaria. Se il chirurgo ritiene che questa non sia soddisfacente, è possibile che chieda l'inserimento di una o più viti di bloccaggio. In questo caso, seguire le seguenti fasi:
    1. Montare il perforatore flessibile sul trapano o sul manipolo a mano, impiegando eventualmente il puntatore allegato
    2. Consegnare il misuratore di profondità, affinché il chirurgo possa definire la lunghezza della vite
    3. Montare la vite di lunghezza stabilita, sul giravite retto o cardanico e consegnarla al chirurgo insieme alla pinza di posizionamento
  14. Dopo l'impianto del cotile deve essere incluso l'inserto, che può essere di materiali diversi (ceramica, polietilene, metallo) ed avere una coppa interna di diametri diversi. Seguire le indicazioni del chirurgo.
La seconda fase dell'intervento prevede la preparazione del femore per l'accoglimento della protesi.
  1. Posizionamento dell'arto controlaterale, che viene sollevato su reggiarto, al fine di evitare compressioni sull'arto operato
  2. Extrarotazione marcata del femore, per esporre la superficie dell'osteotomia, manovra che richiede release della capsula articolare posteriore, con l'uso di bisturi elettrico. E' anche possibile che venga sezionato il tendine del piccolo gluteo
  3. Pulizia della regione peri-osteotomica con ossivora di Luer
  4. Inizio dello scasso femorale con apposito scalpello quadrangolare (Box) e approfondimento dello stesso con Luer
  5. Inserimento della sonda endomidollare e valutazione delle pareti femorali interne. Eventuale impiego di cucchiaio di Volkmann per allargare l'alloggiamento prossimale
  6. Completamento dell'alloggiamento femorale con apposite raspe di grandezze progressive, applicate a battitori dalla forma adeguata alla lateralità dell'arto. Per velocizzare la procedura vengono spesso impiegati battitori doppi

    Le raspe impiegate, vanno riposizionate nello stesso ordine con il quale si sono allestite sul tavolo, per poterle riusare senza doverne ricontrollare la misura

  7. Sulla base delle dimensioni dell'ultima raspa, il chirurgo indica la protesi da impiantare. Cambio dei guanti
  8. Inserimento dello stelo protesico con apposito battitore
  9. Se la protesi è modulare, è necessario impiegare dei colli di prova per stabilire le opportune distanze (offset) e le adeguate angolazioni (varo/valgo), insieme alle testine di prova dalle lunghezze variabili (S, M, L, XL, XXL). Per evitare che la testina di prova si lussi e raggiunga posti inaccessibili dal sito chirurgico, lo strumentista applica ad essa un filo di repertazione e richiamo.
  10. Sulla base delle prove effettuate, il chirurgo indica il materiale protesico definitivo, che gli viene consegnato dopo il cambio dei guanti
  11. Riduzione della protesi e valutazione della stabilità primaria, con alcune manovre dinamiche (extrarotazione, flessione, trazione)
  12. Lavaggio della cavità articolare
  13. Conteggio dello strumentario e del garzame
  14. Chiusura della ferita, dopo posizionamento di drenaggio in aspirazione (spesso adeguato al recupero del sangue [nota])
  15. Medicazione e controllo radiografico finale
• Artroprotesi d'anca con accesso laterale diretto
Viene eseguito questo intervento per pazienti accuratamente selezionati in base a parametri specifici, come il peso, la massa muscolare, le condizioni articolari e ossee, ecc.
Tecnica operatoria
  1. Incisione della cute sul versante laterale dell'anca
  2. Incisione della fascia lata
  3. Sezione parziale dell'inserzione del medio gluteo
  4. Posizionamento delle leve per l'esposizione della capsula articolare
  5. Incisione ed asportazione della capsula articolare con bisturi e bisturi elettrico
  6. Lussazione forzata dell'anca ed esposizione della testa femorale
  7. Osteotomia sul collo femorale con sega reciproca e asportazione della testa femorale con l'aiuto di un codivillone
  8. Riposizionamento delle leve per l'esposizione del cotile
  9. Asportazione dei residui capsulari con bisturi elettrico, pinza coccodrillo, bisturi freddo
  10. Fresatura del cotile con frese dedicate semisferiche, di calibro progressivo.

    Le frese impiegate, vanno riposizionate nello stesso ordine con il quale si sono allestite sul tavolo. Se sono ricolme di materiale osseo, questo va rimosso e conservato per un eventuale reinnesto (escludendo il materiale presente nella prima fresa, dato che si tratta esclusivamente di materiale fibroso e cartilagineo)

  11. Valutazione della condizione ossea cotiloidea ed eventuale inserimento di cotile di prova per testare la tenuta. Eventuale rifresatura del cotile
  12. Impianto del cotile protesico su indicazioni dell'operatore (nota), dopo che sia avvenuto il cambio dei guanti da parte dello strumentista e del chirurgo, impiegando esclusivamente lo strumentario adatto al tipo di protesi scelta dal chirurgo.
  13. Dopo l'innesto del cotile, avviene la valutazione della stabilità primaria. Se il chirurgo ritiene che questa non sia soddisfacente, è possibile che chieda l'inserimento di una o più viti di bloccaggio. In questo caso, seguire le seguenti fasi:
    1. Montare il perforatore flessibile sul trapano o sul manipolo a mano, impiegando eventualmente il puntatore allegato
    2. Consegnare il misuratore di profondità, affinché il chirurgo possa definire la lunghezza della vite
    3. Montare la vite di lunghezza stabilita, sul giravite retto o cardanico e consegnarla al chirurgo insieme alla pinza di posizionamento
  14. Dopo l'impianto del cotile deve essere incluso l'inserto, che può essere di materiali diversi (ceramica, polietilene, metallo) ed avere una coppa interna di diametri diversi. Seguire le indicazioni del chirurgo.
La seconda fase dell'intervento prevede la preparazione del femore per l'accoglimento della protesi.
  1. Extrarotazione marcata del femore, per esporre la superficie dell'osteotomia
  2. Pulizia della regione peri-osteotomica con ossivora di Luer
  3. Inizio dello scasso femorale con apposito scalpello quadrangolare (Box) e approfondimento dello stesso con Luer
  4. Inserimento della sonda endomidollare e valutazione delle pareti femorali interne. Eventuale impiego di cucchiaio di Volkmann per allargare l'alloggiamento prossimale
  5. Completamento dell'alloggiamento femorale con apposite raspe di grandezze progressive, applicate a battitori dalla forma adeguata alla lateralità dell'arto. Per velocizzare la procedura vengono spesso impiegati battitori doppi

    Le raspe impiegate, vanno riposizionate nello stesso ordine con il quale si sono allestite sul tavolo, per poterle riusare senza doverne ricontrollare la misura

  6. Sulla base delle dimensioni dell'ultima raspa, il chirurgo indica la protesi da impiantare. Cambio dei guanti
  7. Inserimento dello stelo protesico con apposito battitore
  8. Se la protesi è modulare, è necessario impiegare dei colli di prova per stabilire le opportune distanze (offset) e le adeguate angolazioni (varo/valgo), insieme alle testine di prova dalle lunghezze variabili (S, M, L, XL, XXL). Per evitare che la testina di prova si lussi e raggiunga posti inaccessibili del sito chirurgico, lo strumentista applica ad essa un filo di repertazione e richiamo.
  9. Sulla base delle prove effettuate, il chirurgo indica il materiale protesico definitivo, che gli viene consegnato dopo il cambio dei guanti
  10. Riduzione della protesi e valutazione della stabilità primaria, con alcune manovre dinamiche (extrarotazione, flessione, trazione)
  11. Lavaggio della cavità articolare
  12. Conteggio dello strumentario e del garzame
  13. Chiusura della ferita, dopo posizionamento di drenaggio in aspirazione (spesso adeguato al recupero del sangue [nota])
  14. Medicazione e controllo radiografico finale

Ogni componente della protesi ha in allegato dei tagliandi adesivi per la documentazione del paziente e per il ripristino del materiale. Questi tagliandi vanno accuratamente conservati, applicati alla nota di ripristino e consegnati al chirurgo per l'applicazione alla documentazione in cartella.


I drenaggi da recupero prevedono l'indicazione dell'ora di inizio dell'aspirazione, che va chiaramente indicata sul raccoglitore stesso

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