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Rischio anestesiologico

ASA è un sistema di classificazione ideata dalla Associazione Americana degli Anestesisti, che punta a stimare il rischio che l'anestesia pone al singolo paziente. Pur non essendo un metodo di valutazione perfetto, è un indice abbastanza affidabile in correlazione alla mortalità perioperatoria.
I pazienti vengono classificati nella maniera seguente:

ASA I
Non ci sono problemi organici, biochimici o psichiatrici. Il processo patologico per il quale il paziente viene operato è localizzato e non compromette il fisico nel suo insieme
ASA II
Patologia sistemica lieve o moderata, sotto controllo e non invalidante. Può o meno essere in relazione con le ragioni dell'intervento. Età < 1 anno o > di 80 anni
ASA III
Compromissione sistemica severa, oppure infermità di qualche origine di cui non sia possibile definire con certezza lo stato di invalidità. Esempi: cardiopatia severa o scompensata, diabete mellito scompensato accompagnato da problemi organici vascolari sistemici (micro e macroangiopatia diabetica), insufficienza respiratoria moderata o severa, angina pectoris, IMA di vecchia data, ecc.
ASA IV
Paziente con compromissione sistemica grave, con costante pericolo di morte, no sempre correggibile con l'intervento. Esempi: insufficienza cardiaca, respiratoria e renale severe, angina persistente, miocardite attiva, ecc.
ASA V
Paziente con una aspettativa di vita inferiore alle 24 ore
ASA VI
Paziente clinicamente con morte cerebrale, che sopravvive solo con supporto meccanico, in attesa di espianto d'organi

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